In FVG continua il declino del PD con altre pesanti sconfitte elettorali

Il centrodestra fa cappotto anche se ci saranno i ballottaggi a Monfalcone e Codroipo - il senatore Sonego chiede le dimissioni della segretaria del PD. Serracchiani in difficoltà

L’onda lunga a favore del centrodestra in Friuli Venezia Giulia continua e se a giugno si erano già visti i primi segnali con le vittorie ottenute a Trieste e Pordenone, strappate letteralmente al centrosinistra, domenica scorsa si è avuta un’ulteriore riprova del fatto che il vento è tutt’altro che favorevole per la coalizione che guida la regione, soprattutto per il Pd alle prese ora con delle vere e proprie lotte intestine. E’ vero che si è votato solo in 4 comuni, di cui due con oltre 15 mila abitanti, ma erano decisamente pochi a pensare che realtà come Monfalcone e Ronchi dei Legionari, storicamente da sempre dominio della sinistra, passassero al centrodestra, peraltro con risultati alquanto eclatanti.

anna-maria-cisint

A Monfalcone Anna Maria Cisint, leghista, che già si era candidata senza successo cinque anni or sono, solo per una manciata di voti non è riuscita a facerla al primo turno, raggiungendo con le liste di centrodestra che l’appoggiavvano il 49,53%, ma relegando soprattutto Silvia Altran, candidata del Pd e sindaco uscente, al 34,04%. Un distacco rilevante che sembra essere incolmabile in vista del secondo turno, per il quale potrebbero essere decisivi i voti del Movimento 5 Stelle la cui candidata Elisabetta Maccarini – in una sfida tutta al femminile – si è fermata all’ 11,21%, confermando che i pentastellati in Fvg non sembrano essere, ad oggi, particolarmente attrattivi.

porto-di-monfalcone

Sulla carta i giochi quindi sembrano essere ancora aperti, tant’è che se Anna Cisint ha dichiarato da subito che ” non molleremo di un millimetro perchè è finalmente arrivato il momento del risveglio e del recupero della nostra identità “, Silvia Altran ha ribattuto la “ferma intenzione di recuperare quanti non sono andati al voto” puntando sulla volontà di continuare a guidare la città isontina, dove, a dire il vero, il centrosinistra è dilaniato tra il Pd dalemian-bersaniano e quello renziano, che non a caso non era favorevole al bis della sindaco uscente. Anche a Codroipo, comune dell’udinese che il centrodestra era riuscito ad espugnare nelle elezioni precedenti, Fabio Marchetti, già esponente di An e fortemente sponsorizzato dal capogruppo regionale di FI Riccardo Riccardi (che del resto, da codroipese, si è giocato molto portando FI ad oltre il 27%), ha dovuto vedersela con diversi “malpancisti”, ma alla fine l’ha spuntata con il 47,42%, staccando di una decina di punti il candidato del centrosinistra Alberto Soramel che si è fermato a 37,53%. Al ballottaggio saranno probabilmente determinanti i voti di Graziano Ganzit, a capo di una lista civica con il suo 15,05%, ma tutto lascia prevedere che difficilmente il sindaco uscente possa perdere, ancorchè i giochi siano ovviamente ancora aperti. Comunque, se si considera che nei due comuni sotto i 15 mila abitanti, Ronchi dei Legionari e Nimis, a vincere è stato il centrodestra rispettivamente con Livio Vecchiet e Gloria Bressani, è fin troppo evidente che anche questo “mini turno elettorale ” ha in qualche modo messo a nudo le difficoltà del centrosinistra e, soprattutto, del Pd oltre che di Debora Serracchiani.

antonella-grim

La presidente della regione, che finora non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, aveva già perso del resto parte del suo appeal, soprattutto nei confronti di Matteo Renzi essendone il vice, con le batoste di Trieste e Pordenone, e ora si trova a dover fare i conti con una coalizione lacerata e un partito fortemente contestato al suo interno. A mettere il dito sulla piaga ci ha pensato il potente senatore pordenonese Lodovico Sonego, uomo forte del Pd, che ha chieso esplicitamente le dimissioni della segretaria regionale Antonella Grim, che, peraltro, più di qualcuno degli esponenti PD considera “inadeguata” in vista dei prossimi impegni elettorali. Nel 2017 in Fvg si andrà al voto in 26 comuni, tra cui anche Gorizia, città guidata da 10 anni dal centrodestra con l’ex senatore di FI Ettore Romoli, dopo di che nel 2018 ci sarà il vero banco di prova con la scadenza per il rinnovo del consiglio regionale.

fabio-marchetti

E’ chiaro che il declino fin qui dimostrato, probabilmente determinato sia da scelte fatte in regione, come le Uti (Unioni territoriali) o le politiche sanitarie, che da altri fattori come quello alquanto delicato dei profughi, farebbe pensare a questo punto ad una rinascita tra poco più di un anno e mezzo del centrodestra, ma si sa però che mai come in questo periodo la politica è volubile e tutto puà cambiare nel giro di un niente. Da qui dunque le dichiarazioni prudenti e tutt’altro che trionfalistiche del centrodestra, dove pure si profila una bella sfida per la scelta del candidato presidente, ma è comunque certo che Debora Serracchiani, ormai destinata probabilmente a ricandidarsi, non avrà assolutamente vita facile a mettere insieme i cocci di una coalizione che oggi, se non rotta, è quanto meno fortemente incrinata.

Lucio Leonardelli

lucio-leonardelli