FVG, manovre già in corso per le regionali 2018

Il conto alla rovescia per le regionali che si terranno nella primavera del 2018 in Friuli Venezia Giulia è già iniziato. E’ vero che manca ancora del tempo ed è altrettanto assodato che lo “spartiacque” lo si avrà con il referendum del 4 dicembre ma, indubbiamente, quanto meno sottotraccia, le coalizioni si stanno già muovendo. Non c’è dubbio che qualora dovessero esserci delle elezioni anticipate a livello nazionale a seguito dell’esito referendario lo scenario attuale potrebbe già mutare, soprattutto se la presidente Debora Serracchiani dovesse tentare il “salto” in quel di Roma, nonostante le sue quotazioni nei confronti di Matteo Renzi – di cui peraltro è la vice nella segreteria Pd – sarebbero in ribasso, se non altro perchè il Premier non l’avrebbe mai amata più di tanto, quanto meno per quella sua originaria appartenenza “bersaniana”. Ad oggi comunque, al di là appunto di possibili situazioni post-referendum, resta ferma la scadenza di un anno e un mezzo e i giochi  già si stanno facendo, con intrecci diversi che coinvolgono, di fatto, sia il centrodestra che, soprattutto, il centrosinistra. E’ su questo secondo fronte, dopo l’imprevista vittoria nel 2013 allorchè Debora Serracchiani riuscì a spuntarla, seppur di poco, sull’uscente Renzo Tondo, che vi sarebbero peraltro molti malpancisti, in particolare all’interno del Pd,  motivati dal fatto che alla presidente starebbero imputando il fatto di aver governato la regione con un “eccessivo personalismo”, inviso in particolare all’establishment del partito. D’altro canto già avevano dovuto ingoiare le “purghe” allorchè, nella stesura delle liste, lei decise di far fuori nomi di rilievo, in primis quello di Gianfranco Moretton, vice ai tempi della guida regionale di Riccardo Illy, che ora starebbe meditando la sua “vendetta” personale.

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Sarebbe infatti lo stesso Moretton, peraltro fortemente critico nei confronti dell’attuale governo Renzi oltre che dell’accoppiata Serracchini – Bolzonello che guida la regione, uno degli artefici di quella che potrebbe essere la principale novità per l’appuntamento del 2018. Si tratterrebbe di una coalizione “autonomista e moderata”, con registi tra gli altri, oltre allo stesso Moretton, l’ex presidente della regione Sergio Cecotti e l’ex FI (sostenitore nelle ultime elezioni della Serracchiani) Ferruccio Saro, che proporrebbe quale candidato presidente Sergio Bini, potente leader del mondo della cooperazione, a capo oggi della Euro&Promos Fm, società operante nel settore dei servizi a livello non solo regionale ma anche nazionale, con circa 6 mila dipendenti. Incontri in tal senso ci sarebbero già stati ma è chiaro che se ciò dovesse andare in porto andrebbe a scompaginare le carte non solo nel centrosinistra, frenando così anche le ambizioni dell’attuale vice Sergio Bolzonello (che però ora si dice aspiri ad andare nella Capitale grazie alla ferrea amicizia con Matteo Renzi), ma anche nel centrodestra, pur essendo stato galvanizzato e resuscitato dalle vittorie recenti ottenute a Trieste con Roberto Dipiazza e a Pordenone con Alessandro Ciriani.Chi si troverebbe a mal partito sarebbe, in questo caso, Forza Italia, soprattutto l’attuale capogruppo consiliare Riccardo Riccardi, il quale non è un mistero che aspiri ad una possibile candidatura, anche se assai poco probabile, per la presidenza, ma nemmeno la Lega Nord, reduce da un ottimo risultato alle ultime amministrative, avrebbe granchè di essere felice, pur ribadendo anche in questi giorni la sua volontà di correre con il suo segretario, il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. Manovre che si incrocerebbero, peraltro, anche con le comunali di Udine, unico capoluogo rimasto a guida del centrosinistra, dato che la stessa coalizione che potrebbe supportare Sergio Bini starebbe pensando alla candidatura dell’ex assessore regionale della giunta Illy Enrico Bertossi, che sarebbe sostenuto, in questo caso, sembra anche da buona parte del centrodestra, desideroso se non altro di fare l’enplein nelle 4 città della regione. Sullo sfondo rimane, infine, sempre il desiderio di Renzo Tondo di tornare in pista, più che altro per cercare di rifarsi della sconfitta patita e mai metabolizzata 3 anni fa, ma l’impressione è che l’albergatore carnico difficilmente trovi chi realmente lo possa sostenere in modo compatto in quella che potrebbe essere, a vederla oggi, una vera e propria corsa a perdere.

Lucio Leonardelli

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