Il Generale Garofano al convegno su bullismo e cyberbullismo a Bojon

BOJON. Due importanti appuntamenti per contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo lunedì 15 gennaio alle 21 e martedì 16 gennaio dalle 10.00 alle 12.00 alla sala teatro del Centro Civico di Bojon, organizzati dal Comune di Campolongo Maggiore, in collaborazione con il ‘Tavolo Famiglia’, diverse Associazioni e le parrocchie del territorio, e con il sostegno della Nazionale Cantanti.

Ospite d’eccezione il Generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma: lunedì sera infatti verrà presentato il libro “La prepotenza invisibile” scritto dal Generale insieme a Lorenzo Puglisi. La prefazione è di Maurizio Costanzo.

“Si tratta di iniziative che rientrano nelle attività del ‘Tavolo famiglia’ – commenta l’assessore Cinzia Milani – un’esperienza che l’Assessorato ai Servizi Sociali porta avanti ormai da parecchi anni, e che ha dato lusinghieri risultati sia in termini di partecipazione da parte dei genitori, sia in termini di obiettivi raggiunti.

“Con questo intervento – continua la Milani – ci siamo sforzati di andare incontro alle esigenze in primo luogo informative che ci giungono dalle famiglie ma anche dai ragazzi, per fornire alle persone più direttamente coinvolte le conoscenze di base per evitare che fenomeni purtroppo sempre più diffusi possano trasformarsi in tragedie, come si è visto anche di recente”.

Nella mattinata di martedì il Generale Garofano incontrerà i ragazzi dell’Istituto Comprensivo ‘Diego Valeri’ di Campolongo, per spiegare loro in cosa consistono esattamente bullismo e cyberbullismo, come fare per riconoscerli e soprattutto come difendersene.

“Mentre il bullismo coinvolge fisicamente gli studenti, in classe o a scuola, ma anche negli ambienti di socializzazione, con azioni che possono riguardare molestie verbali o aggressioni fisiche, il fenomeno del cyberbullismo è molto più ampio e infido – rileva  l’assessore all’istruzione, cultura, comunicazione e trasparenza Mattia Gastaldi – La tecnologia moderna consente infatti ai bulli di infiltrarsi nella vita privata delle vittime attraverso messaggi, immagini o video offensivi, inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web, con l’unico obiettivo di trarre un qualche vantaggio a danno di coetanei più deboli e incapaci di difendersi”.

Sara Zanferrari