Giordani non cambia rotta: «Aree cedute entro l’estate»

Stretto riserbo di Flor sull'interrogatorio mentre il sindaco esclude ripensamenti. «Abbiamo ereditato la scelta del sito Est ma il policlinico è prioritario per la città»

A dispetto del termometro, gli sviluppi dell’inchiesta sul nuovo policlinico universitario a Padova Est suscitano qua e là effetti raggelanti tra i partner istituzionali dell’operazione, colti di sorpresa da un atto giudiziario – l’interrogatorio di Luciano Flor, il direttore dell’Azienda ospedaliera, da parte della Guardia di Finanza – che riapre un capitolo investigativo apparso ai più destinato all’archivio e certo non agevola l’iter di un’opera già frenata da schermaglie politiche e criticità contrattuali connesse alla proprietà dei fatidici terreni privati.

Così, al “no comment” del manager circa i contenuti del colloquio con le Fiamme Gialle, fa eco l’articolata presa di posizione di Sergio Giordani, che affronta la questione senza scomporsi: «Prima di fare il sindaco ero un semplice cittadino che si informava tramite i giornali, quindi anche sul nuovo polo della salute non ho molto da aggiungere a ciò che è già noto a tutti attraverso la stampa e gli atti amministrativi che hanno scandito i percorsi precedenti. Le mie scelte? Semplice: io ero convinto che l’ospedale dovesse sorgere sul sito attuale e quindi per mesi, con i nostri esperti, ci siamo battuti ai tavoli istituzionali per promuovere la proposta di un unico complesso ospedaliero in centro»; il Comune, tuttavia, ha finito per aderire all’opzione Est… «Abbiamo dovuto mediare le nostre idee con i criteri analizzati e confrontati dai tecnici competenti oltre che con le svariate esigenze emerse nella discussione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Sul Giustinianeo abbiamo ottenuto una serie di nuove garanzie: 900 posti letto assicurati, la pari dignità dei due poli, la presenza di un ospedale vero e proprio nel cuore della città che scongiurerà un “buco nero” fonte di degrado, la cessione delle aree dismesse in proprietà al comune di Padova».

E i sospetti sugli interessi illeciti nel sito di San Lazzaro? Le indagini hanno preso il via da un esposto dell’ex parlamentare Alessandro Naccarato, esponente del Pd, partito che governa Palazzo Moroni. In proposito il sindaco distingue le responsabilità nelle scelte compiute: «Sul versante Est stiamo seguendo pedissequamente gli atti che abbiamo trovato ed ereditato, oltre che i percorsi che ci vengono indicati dalla Regione, tanto che coi privati ci parlano i nostri legali, attraverso lettere formali, per far valere quanto spetta al Comune sulla base degli atti approvati prima del mio arrivo in municipio». Ma l’indagine turberà i rapporti tra municipio e Regione, rallentando in qualche modo un’operazione già complessa?

«Assolutamente no, il rapporto con il governatore Zaia è ottimo e così quello con Flor, che ritengo un manager capace e onesto. Sono sicuro che, nella massima trasparenza, sull’ospedale si andrà avanti come previsto, secondo le scadenze che ci siamo dati insieme. Per la città e l’Università è una assoluta priorità che non può attendere ancora». Inchiesta a parte, resta lo scoglio dei terreni sottoposti ad ipoteca, con i creditori recalcitranti alla cessione gratuita in assenza di «garanzie» circa l’effettiva realizzazione del progetto: «Non è un problema, la questione è già in via di soluzione, prima delle ferie estive contiamo di concludere le procedure per il passaggio di proprietà. Abbiamo assunto un impegno con amministrazione regionale e Azienda ospedaliera, siamo gente seria, lo rispetteremo».

A.R.