Gli ‘Angeli del Porto’

Ciò che si cela dietro coloro che i veneziani chiamano "portabagagli".

Sono loro gli “Angeli del Porto” perché senza di loro nulla funzionerebbe come dovrebbe. Ecco perché abbiamo deciso di sentire la loro voce e farci spiegare dalla voce del loro Presidente Vladimiro Tommasini, per tutti Igor.


In cosa consiste esattamente la cooperativa portabagagli del porto?

“E’ riduttivo parlare di portabagagli. Ormai la nostra Cooperativa è un’azienda strutturata che in piena stagione può contare su 150 operatori e che si occupa della logistica a 360° di terminal crocieristici, dalla gestione del bagaglio, a quella del provviste di bordo che smistiamo e stocchiamo nel nostro centro logistico “Cruise Logistic” di Malcontenta, per finire con l’assistenza dei passeggeri con i tour e i transfer in Laguna. Perché tutto giri alla perfezione serve personale qualificato e continuamente formato, attrezzature uniche nel loro genere (La Cooperativa è arrivata a brevettare un prototipo di nastrotrasportatore riconosciuto a livello internazionale ndr) e tanta organizzazione. Per tenere tutto assieme abbiamo guardato in fondo alla nostra anima ed abbiamo dato vita ad un brand “Venezia 1937” che racchiude la Cooperativa, il centro logistico Cruise Logistic, i servizi di Granturismo ed i servizi di gestione del bagaglio in città Easy Luggage. Per saldare il nostro rapporto con il territorio poi, assieme ad altre imprese del porto e della gronda lagunare, abbiamo dato vita all’Associazione Amici della Laguna e del Porto per attività ed eventi con scopi benefici”.

Che ruolo chiave svolgete al Terminal?
“Siamo qui dal 1937, definire il nostro un ruolo chiave è limitativo, siamo il braccio operativo del terminal, la sua anima originaria, quella più veneziana, più autentica. Nel 2010 il Terminal di Venezia ricevette il riconoscimento come miglior porto al mondo per i servizi, quel premio è stato poi consegnato alla Cooperativa, proprio come riconoscimento della centralità della nostra organizzazione nella gestione del terminal”.

Nelle vostre mani passano i bagagli delle navi passeggeri e merci? Una responsabilità non da poco.
“Piccola precisazione: qui si parla di navi da crociera. I numeri parlano da soli: nel 2014 abbiamo movimentato in porto circa due milioni di bagagli con un’incidenza di rottura del 0,01% ed un rating di apprezzamento del nostro servizio da parte di passeggeri del 97% (praticamente un record mondiale…)”

La vostra storia.
“Tutto parte da un Regio Decreto del 1° giugno 1937 che regolamentava il servizio di facchinaggio per quelle che allora erano le navi mercantili. Da allora si è iniziato a definire un gruppo di facchini che è cresciuto negli anni ed è stato regolamentato come “Gruppo portuale” dal Provveditorato e dalla Capitaneria. Negli anni Novanta la trasformazione in Cooperativa, poi il boom della Crocieristica che ha seguito due anni bui come il 1999 ed il 2001 con il porto crociere praticamente vuoto. Dal record 2013 di un milione e ottocento mila passeggeri con le limitazioni volontarie al transito delle grandi navi siamo scesi a circa un milione e duecento mila passeggeri della stagione che sta per cominciare. A guardare i grafici sembra che la crocieristica a Venezia abbia intrapreso una lenta ed inesorabile caduta, complice anche la cattiva situazione geopolitica del Mediterraneo Sud-orientale. Come azienda ci auspichiamo che non si perda altro tempo e che si trovi al più presto una soluzione per far ritornare il terminal di Venezia il primo hub crocieristico mondiale. A questo punto permettetemi, devo essere chiaro, non si può più perdere tempo: Venezia ha bisogno di una risposta!”

Cosa significa per lei esserne il presidente?
“Orgoglio e responsabilità, sento che il mio compito sarà quello di traghettare una delle più antiche realtà lavorative veneziane nel futuro, in un’economia molto più veloce, digitalizzata, ma anche con una consapevolezza molto più profonda dell’ambiente e della società che ci circondano”.

Come si combatte chi vi fa concorrenza sleale?
“Lavorando sulla comunicazione. In città sta dilagando il fenomeno dei portabagagli “non regolamentati”, davvero un pessimo biglietto da visita che la città da ai suoi ospiti, e per combatterlo dobbiamo coinvolgere sempre di più le istituzioni e le imprese del turismo veneziano per promuovere servizi di qualità come quelli di “Easy Luggage” che offriamo in partnership con Trasbagagli e Venezia 1907. Ho letto recentemente che le agenzie veneziane si sono riunite in associazione, proprio come abbiamo fatto noi cooperative portabagagli di Venezia. E’ un ottimo segnale, dopo anni di inerzia sulla gestione del turismo la città si sta risvegliando”.

Gian Nicola Pittalis