Hydrogeo, quando l’agricoltura incontra il domani

Hydrogeo: un concentrato di ossigeno, carbonio e sostanza organica e collaborazione

Hydrogeo è un’azienda dinamica, da oltre vent’anni studia, sviluppa e produce le migliori formulazioni di nutrienti e fertilizzanti per il terreno e le piante, guardando al futuro in un’ottica di sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

Grazie ad una continua ricerca di soluzioni all’avanguardia che valorizzino le colture, allo studio costante di nuovi prodotti, ad accurati controlli di laboratorio, Hydrogeo si presenta come una delle più innovative aziende del settore. L’azienda può vantare un consolidato know how che garantisce un livello di qualità elevato sempre in continua evoluzione, dalla ricerca delle materie prime, alla produzione fino alla commercializzazione. Per questo abbiamo voluto intervistare i due soci di questa grande realtà:
il Dott. Mario Visentin e il Dott. Danilo Marcer.

Il segreto del vostro successo. “La nostra filosofia risiede nel nome dell’Azienda: acqua e terra, in sostanza gli elementi della vita. Grazie anche ai nostri collaboratori e alla nostra forza vendita, viviamo ogni giorno vicino ai nostri clienti, ascoltiamo le loro esigenze, risolviamo i loro problemi, diamo loro i nostri migliori consigli, soprattutto produciamo e coltiviamo idee nuove al servizio dell’agricoltura. E questo è per noi solo uno stimolo a non adagiarci sui risultati ottenuti ma lavorare per migliorare sempre e superare ogni ostacolo che possiamo trovarci di fronte”.

Quando è nata l’azienda e in cosa si distingue. “Hydrogeo è nata oltre 20 anni fa come un’azienda innovativa e possiamo dire pioniera nel suo settore; è vocata alla produzione di prodotti soprattutto per l’agricoltura biologica. Oggi produce una vasta gamma di nutrienti e fertilizzanti sia per le più moderne aziende agricole che per l’hobbista che cura con passione il proprio giardino o l’orto dietro casa. Anche se l’azienda è relativamente giovane negli ultimi anni ha superato una fase di grande rinnovamento con l’ampliamento dell’offerta di prodotti e una nuova immagine per poter distinguersi dalle più conosciute aziende del settore”.

Quali sono i vostri punti di forza. “Innanzitutto la qualità intesa come qualità delle materie prime con selezione accurata dei fornitori, qualità del prodotto con attenzione al processo produttivo e qualità del servizio alla clientela.
Aggiungeremmo anche serietà, entusiasmo e passione di chi ogni giorno lavora con noi e ha voglia di guardare lontano sposando la nostra mission”.

Cosa è esattamente la leonardite e a cosa serve. “Il suolo dove cresce la pianta è il punto di partenza per ogni buona coltura e il punto di arrivo per ottenere un prodotto finale di qualità. Diventa quindi di primaria importanza migliorare la fertilità del terreno, favorire la crescita di microrganismi, incrementare la presenza naturale di insetti utili, il tutto affinchè la pianta attraverso il suo apparato radicale, si sviluppi sana e rigogliosa. La leonardite è il migliore “cibo” esistente per la terra, in quanto è una sostanza naturale, estratta da giacimenti fossili che si sono formati in milioni di anni, ricca di ossigeno, carbonio e sostanza organica che sono poi i principali componenti dell’humus. Vorremmo specificare che la leonardite è consentita in agricoltura biologica. Hydrogeo importa dal Nord Dakota la migliore leonardite e la mette a disposizione delle nostre terre”.

Cosa significa biodiversità. “Biodiversità significa far coesistere e preservare diversi tipi di colture, di organismi e di specie viventi a tutela del nostro ecosistema. Le monocolture inevitabilmente portano all’inaridimento e alla “desertificazione” dei terreni. Hydrogeo è in grado di supportare un modo nuovo e naturale di fare agricoltura per il benessere, l’equilibrato sviluppo e la migliore nutrizione delle piante”.

Cosa vi ha fatto scattare la scintilla della vostra attività. “L’amore per la natura e l’idea che è possibile lavorare per un mondo migliore. Un sogno: restituire alle piante e ai loro frutti il valore nutritivo e il sapore di un tempo”.

Gian Nicola Pittalis