Il “conflitto” di Giusto

Battaglia in commissione

Conflitto di interessi, incompatibilità. Accuse e difese, polemiche al vetriolo tra maggioranza e opposizione. Si riaccende il «caso Giusto». E ieri in commissione Cinquestelle e Lista Casson hanno annunciato nuove iniziative. «Non sono soddisfatto», ha concluso Davide Scano, consigliere grillino autore delle interpellanze e degli esposti, «chiedo di sapere chi siano i dirigenti comunali che non hanno controllato». «Ci prendete in giro», ha rincarato la dose il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato rivolto alla maggioranza, «come può un assessore rispondere che non c’è conflitto di interessi perché «gli interessi del delegato alla voga e del coordinamento sono gli stessi?».

La vicenda è nota. Nel mirino dei Cinquestelle è Giovanni Giusto, consigliere della Lega delegato dal sindaco per le Tradizioni e la voga. Secondo l’accusa, Giusto avrebbe omesso di scrivere nella dichiarazione che i consiglieri devono per legge presentare al Comune la sua carica di presidente del Coordinamento delle remiere. Che riceve dal Comune in concessione spazi per il ricovero delle imbarcazioni a Sacca Fisola, spazi acquei e consumi. E decine di migliaia di euro da Vela, società controllata dal Comune, per l’organizzazione di cortei acquei. «Il fatto non sussiste più, il consigliere Giusto si è dimesso da presidente del coordinamento nel febbraio scorso», taglia corto l’assessore Paolo Romor. Alle opposizioni. «Perché si è dimesso?», chiedono Rocco Fiano e Elena Larocca, «e se l’incompatibilità c’era, Giusto non doveva nemmeno essere eletto».

Un tema su cui si incrociano rivalità e veleni interni alla Lega. Un esposto presentato ai magistrati porta la firma di esponenti leghisti come Marco Parrino, primo dei non eletti, che fa parte di una corrente interna contrapposta a quella di Giusto. Più fredda verso la maggioranza di Brugnaro e le alleanze con le civiche del sindaco. Un motivo che ha visto ricompattare la maggioranza, facendo quadrato introno al suo delegato. Il consigliere Maurizio Crovato e il capogruppo De Rossi hanno anche invocato il regolamento per non far discutere separatamente le due interpellanze.

Ma i Cinquestelle insistono. «Non ce l’ho personalmente con Giusto, ma questa vicenda va chiarita», dice Scano. Polemica nata nel dicembre 2015. Nel frattempo il mondo è cambiato, al governo la Lega sta insieme ai Cinquestelle. «Ci hanno risposto solo dopo un anno e mezzo», continua, «vogliamo sapere come vengono affidati gli incarichi e i contributi». «Non sono contributi, ma pagamenti di prestazioni», risponde l’assessore Romor. Il Pd non interviene. Anche perché la polemica non appassiona. I contributi al coordinamento presieduto da Giovanni Giusto (allora consigliere comunale di opposizione) c’erano anche nel 2012, sotto la giunta Orsoni. Così la possibilità di utilizzare le mascarete dismesse, che sono rimaste però di proprietà del Comune. Polemiche e imbarazzo. Anche perché pur non trattandosi di fatti di grande gravità la Procura starebbe indagando in base all’esposto presentato. Così la Corte dei Conti, che ha inviato i finanziari e prelevare documentazione sulla vicenda in Segreteria generale.

A.V.