Il Follow Up

Quando e come chiedere riscontro sulla propria candidatura

Ci cerca lavoro, nella grande maggioranza dei casi purtroppo, lo fa per necessità e non per una crescita professionale. Trovare opportunità professionali poi non è semplice per nessuno e quando se ne intravede una che ci calza a pennello l’invio del cv è accompagnato da grandi entusiasmo e speranze.
Ma quando all’invio non segue una risposta? E’ proprio in quel momento che nubi dense si stagliano nell’orizzonte che qualche giorno prima pareva terso e vivido di una luce quasi divina.
Lo stato d’animo di molti (o tutti?) a quel punto cambia: nascono ansia, preoccupazione, delusione, un pizzico di rabbia. La “call to action” spontanea è quella di chiamare o scrivere una email per chiedere un “gentile riscontro” sulla propria candidatura, ma il timore è quello di sembrare precipitosi, ansiosi, a volte disperati.
In molti mi hanno chiesto suggerimenti su come gestire il proprio ruolo di candidato in fase di follow up, e di seguito riporto qualche indicazione utile allo scopo:

Rispetto del lavoro altrui: Ebbene si, sembra strano ma in molti evitano accuratamente le buone maniere e, mossi da uno stato d’animo che spiace constatare, ad una gentile richiesta di riscontro preferiscono email o post denigratori e qualunquisti tipo “non mi avete mai chiamato”, “non servite a nulla” e via dicendo. Tenere a freno le proprie emozioni è tanto banale quanto fondamentale per non far una pessima figura.

Evitare le telefonate: Provate a pensare a una società di selezione che pubblica un’opportunità professionale al giorno e riceve 200 o 300 cv, ora pensate a 200 o 300 persone che chiamano per chiedere un riscontro, ogni singolo giorno. La trasformazione in un call center è dietro l’angolo. Essendo il tempo di risposta ad una email molto più rapido è preferibile e ben più professionale optare per quest’ultima, magari con un bel testo quale “Gentile Responsabile delle selezioni, a seguito della mia candidatura per la posizione di…, inviatavi …, volevo sincerarmi della ricezione del mio curriculum e rinnovare l’interesse per la posizione. Rimanendo a disposizione per un colloquio d’approfondimento colgo l’occasione per porgere i miei più cordiali saluti”.

Quando?: Dipende da quanto avanti si è arrivati nel processo di selezione. Se non si è svolto un primo colloquio con il recruiter anche due settimane sono un tempo adeguato d’attesa. In caso contrario una settimana.

Marco Garbin