Il Sestante risponde

Gentile Direttore, leggo che in questi giorni il Movimento Cinque Stelle ha da poco depositato una mozione per chiedere al Governo l’applicazione immediata del limite massimo di 40 mila tonnellate di stazza previsti per il passaggio nel Canale della Giudecca delle navi da crociera. Forse il movimento non lo sa, ma in questo modo si andrebbe concretamente a distruggere il settore della crocieristica a Venezia. E qui il problema non sono gli utili che generano le maxi compagnia da crociera, che tanto possono spostare le loro navi verso altri tragitti, magari anche più remunerativi, o gli utili dei fondi di investimento e dei grandi aggregatori di capitali, ma i posti di lavoro che così andrebbero persi. Capisco che i lavoratori in questa vicenda abbiano sempre avuto poca voce in capitolo per il semplice fatto che le dichiarazioni dei capitani d’industria o degli attori “politically correct” di turno finiscono per attirare sempre di più le attenzioni dei lettori, ma vorrei che per una volta il Movimento immaginasse il vero volto della crocieristica a Venezia come quello dei lavoratori del porto.

Magari come quello dei tanti ragazzi, e ce ne sono anche nella nostra Cooperativa, che negli ultimi anni avevano dirottato il loro voto proprio verso il Movimento. Ho visto in questi anni passi in avanti da parte anche dei più accaniti sostenitori del movimento No grandi navi verso la necessità comunque di trovare una soluzione proprio perché non si perda nemmeno uno di quei posti di lavoro che la crocieristica (volenti o nolenti) genera a Venezia e francamente non capisco questa volontà di creare un segno di rottura netto tra mondo ambientalista e mondo del lavoro. Questa città non potrà avere futuro se ambiente e lavoro smettono di parlarsi.

Dott. Antonio Velleca, Vicepresidente Portabagagli del Porto di Venezia Soc. Coop.

Gentile Dott. Velleca, la capisco perfettamente. Anche considerando il fatto che si sono sentite un po’ tutte le campane in merito a questo argomento, cominciando dall’Autorità portuale ma ben pochi hanno dato voce a chi realmente il porto lo anima e fa vivere, ossia voi della Cooperativa. Spero vivamente che il suo appello attraverso il nostro giornale sia letto e condiviso il più possibile e che si capisca quanti posti di lavoro siano realmente a rischio se non si trova una soluzione velocemente.

Il Direttore