È invalida ma cammina donna accusata di truffa

Percepiva una pensione di invalidità perché costretta in sedia a rotelle, ma era tutta una montatura. Una truffa, per dirla con il capo d’accusa iscritto dal pubblico ministero Sergio Dini. Lei, la falsa invalida, è una sessantenne padovana, magari non in formissima ma sicuramente in grado di camminare e di svolgere ogni mansione in perfetta autonomia.Le indagini sulla donna sono scaturite a seguito di una denuncia che ha raccolto la guardia di finanza. Per verificare la fondatezza dell’esposto, i finanzieri hanno deciso di pedinarla.

Giorno dopo giorno l’hanno vista muoversi sulla sedia a rotelle o sulle sue gambe, a seconda dei luoghi e delle circostanze. Quando doveva farsi vedere invalida, la donna saliva sulla carrozzina: così è stata vista più volte in ospedale, dal medico e in altre situazioni in cui veniva in contatto con persone a cui doveva far credere di essere invalida. Ma in circostanze diverse, lontana da occhi indiscreti, la stessa donna è stata vista camminare senza alcun problema, muoversi in totale autonomia senza nemmeno bisogno di alcun tutore.

Nel corso delle indagini, coordinate dal pm Dini, un finanziere ha anche indossato i panni di un infermiere, per seguire la donna in ospedale. Nel corso dei pedinamenti è stato raccolto corposo materiale fotografico e video da cui si evincerebbe chiaramente la “doppia vita” della sessantenne. Perfettamente sana, ma invalida all’occorrenza. La finanza ha appurato che la donna è titolare da tempo di una pensione di invalidità: in fase di valutazione il sequestro del conto corrente.

Formalizzata, per il momento, l’iscrizione nel registro degli indagati della falsa invalida: l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato.Se e quando il procedimento penale si chiuderà con la condanna, la donna sarà chiamata a restituire tutte le somme percepite e rischia la reclusione da uno fino a cinque anni.

Giuliana Lucca