La polemica sulle foibe: Rovigo, l’Anpi negazionista?

Un post pubblicato dalla sezione Anpi di Rovigo scatena la bufera nel Giorno del Ricordo

Rovigo. «Eh, sarebbe bello spiegare ai ragazzi delle medie che le foibe le hanno inventate i fascisti, sia come sistema per far sparire i partigiani jugoslavi, che come invenzione storica. Tipo la vergognosa fandonia della foiba di Basovizza…».

Così si è espresso qualche giorno fa chi gestisce l’account Facebook della Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Rovigo nell’ambito di una discussione sulle foibe, la cui Giornata del Ricordo verrà celebrata il prossimo 10 febbraio.

Il post ha generato un’infuocata polemica che ha coinvolto non solo la politica del Polesine, ma anche –  c’era da aspettarselo – i volti più noti dell’opinione pubblica nazionale.

La smentita dell’ANPI

Immediatamente dopo la pubblicazione del post incriminato è intervenuta la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Antonella Toffanello, prendendo le distanze dal pensiero negazionista espresso sul social network: «si è scatenato un putiferio in un’Italia che dovrebbe avere ben altri e più gravi problemi», afferma. «È un intervento, non una dichiarazione ufficiale – continua – scritto non so neppure da chi, ma ne prendiamo le distanze: non rappresenta il nostro pensiero».

In seguito la Presidente ha precisato la posizione dell’Anpi anche tramite una nota scritta: «L’Anpi non ha mai negato l’esistenza delle foibe, né ha neanche di sfuggita accennato alla vicenda dei profughi istriani. Il nostro riferimento era alle foibe come descritte dalla vulgata di destra». Precisa infatti la Toffanello, in riferimento ad alcuni documenti pubblicati dall’Associazione “La Nuova Alabarda” che, «se ci si prende la briga di leggerli, si potrà scoprire che il numero degli infoibati a Basovizza è infinitamente inferiore a quelli propagandati; tanto che abbiamo invitato a leggere il dossier prima di commentare».

«L’ANPI – conclude la Toffanello – riconosce la drammaticità dell’esodo delle popolazioni istriano-dalmate, non si presta a polemiche o strumentalizzazioni relative alla questione sulle foibe, ritenendo che i documenti prodotti dagli storici abbiano chiarito  appieno ruoli e responsabilità storiche».

Anche la Segreteria Nazionale dell’Anpi ha preso le distanze dall’affermazione: «La tragica vicenda delle foibe, che copre un amplissimo arco di tempo, va affrontata senza alcuna ambiguità, contestualizzando i fatti. L’Anpi lo ha fatto con senso di responsabilità civile e serietà storiografica».

Ad evidenziare il distacco dall’opinione espressa nel post oggetto delle polemiche, la stessa Associazione ricorda che il 10 febbraio verrà inaugurato a Jesolo un monumento alle vittime delle foibe con la partecipazione attiva della sezione della città.

Le opinioni in Regione

In ogni caso, ha ragione la Toffanello ad affermare che il post ha scatenato un vero e proprio putiferio.

In ambito regionale, il Consigliere Luciano Sandonà, del gruppo “Zaia Presidente”, ha subito commentato: «è sconcertante e allarmante vedere come una associazione che si vanta di tramandare la storia e la memoria neghi pubblicamente, attraverso i social, una tragedia immane come quella delle foibe, in nome di un’ideologia seguita ormai da pochi nostalgici bolscevichi».

Interviene pure il Governatore del Veneto, Luca Zaia: «In occasione della giornata della memoria per la Shoah che abbiamo celebrato nell’antico ghetto ebraico di Venezia – ricorda – avevo sostenuto che il male peggiore per le nostre giovani generazioni è il revisionismo che si alimenta di fake news e web: intendevo, ovviamente, qualsiasi revisionismo». Infatti, conclude Zaia, «non è accettabile il revisionismo sui tanti nostri fratelli barbaramente trucidati da un delirio ideologico non molto dissimile dal nazismo».

Anche i militanti rodigini di Forza Nuova hanno voluto far sentire la loro voce.

Il gruppo nazionalista ha esposto davanti alla sede dell’Anpi di Rovigo uno striscione dove si legge: “Foibe: noi non scordiamo…”. «A nulla è servito il tentativo di rettifica inviato alla stampa nei giorni seguenti, il gesto è stato fatto e non può certo essere ignorato – tuonano dal direttivo. – Nei prossimi giorni daremo il via ad una raccolta firme affinché venga chiusa la sezione polesana dell’Anpi: se il revisionismo è reato, lo deve essere non a senso unico».

Immediata anche la reazione di Massimo Bergamin, Sindaco di Rovigo: «La dichiarazione dell’ANPI Rovigo dimostra quanto ancora ci sia da studiare e da imparare dalla storia. Giornate della memoria e del ricordo sono quanto mai necessarie. Le frasi che disconoscono le foibe sono vergognose e vedere macchiato l’onore, il ricordo dei morti e il nome della città di Rovigo mi addolora profondamente. Mi confronterò con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini – conclude – per capire quali provvedimenti prendere nei confronti della sezione ANPI di Rovigo».

La polemica su scala nazionale

Proprio Matteo Salvini affida a facebook la sua indignazione, rivolgendosi all’autore del post e, indirettamente, a tutti i membri dell’Associazione rodigina: «Fate schifo – tuona il vice Presidente del Consiglio – La sinistra che tanto ama e coccola i clandestini non si fa problemi a calpestare la memoria dei nostri connazionali  massacrati per la sola colpa di essere italiani».

L’Onorevole Roberto Novelli, deputato di Forza Italia, pare addirittura intenzionato a presentare denuncia contro l’Anpi per violazione dell’art. 604 bis del Codice Penale, che punisce chi fa propaganda e istiga a delinquere per motivi di discriminazione etnica, razziale e religiosa.

Peraltro, proprio in occasione della Giornata del Ricordo del 10 febbraio, l’Anpi vorrebbe proiettare – nell’ambito di una conferenza che avrà luogo a Parma – un documentario intitolato “La foiba di Basovizza: un falso storico”, della regista Alessandra Kersevan.  Commentando il programma di questa stessa conferenza, è ancora il Ministro Salvini a far sentire la sua voce con toni minacciosi nei confronti dell’Anpi: «È necessario rivedere i contributi alle associazioni, come l’Anpi, che negano le stragi fatte dai comunisti nel dopoguerra».

La polemica che coinvolge l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e la tragedia delle Foibe pare, dunque, destinata a non chiudersi a breve – neppure nell’approssimarsi della Giornata del Ricordo, che dovrebbe esortare ai valori della memoria e del rispettoso silenzio.

Pierfrancesco Divolo