La storia della Birreria Pedavena

Il 27 marzo 1897 i tre fratelli, Luigi, Sante e Giovanni Luciani, originari di Canale d’Agordo (BL) inaugurano a Pedavena uno stabilimento per la produzione della birra. L’azienda conosce fin da subito uno sviluppo eccezionale grazie al grande spirito imprenditoriale del gruppo fondatore e all’utilizzo di materie prime di elevata qualità: l’acqua oligominerale delle Dolomiti Bellunesi, il luppolo profumato e il lievito purissimo. Con lo scoppio della Grande Guerra e la disfatta di Caporetto del 1917, la zona bellunese viene occupata dalle truppe austriache che requisiscono tutte le strutture metalliche a scopo bellico.

Successivamente all’armistizio del 1917 i fratelli Luciani riescono a riprendere il controllo dello stabilimento, saccheggiato e in parte distrutto da un incendio, e dare inizio alla sua ricostruzione. Nel 1920 viene raggiunta una produzione di 90.000 hl e lo stabilimento si aggiudica così il secondo posto nella graduatoria nazionale dei produttori. Questa nuova spinta produttiva genera una grande crescita strutturale che porta all’ampliamento della fabbrica e all’acquisizione di nuove strutture. Risale infatti al 1927 la splendida sala cottura, realizzata con una eccellente lega di rame e completata con mosaici e stucchi che a distanza di oltre 70 anni conservano ancora il loro splendore.

Inizia la grande ascesa della Famiglia Luciani, dove nel 1928 il Gruppo la Dreher di Trieste e nel 1951 nuove fabbriche a Torino, Genova e Macomer. Tuttavia con il passare del tempo, l’aumento della competitività a livello internazionale e la considerevole riduzione dei margini di profitto portano dapprima alla adozione del marchio Dreher come marchio unico nazionale e in seguito alla cessione del gruppo alla multinazionale Heineken. Nel settembre del 2004, esattamente 30 anni dopo l’acquisizione, Heineken decide di chiudere lo stabilimento di Pedavena. Dopo diverse mobilitazioni da parte dei sindacati, finalmente arriva l’annuncio della rinascita dello stabilimento di Pedavena. Il gruppo Castello di Udine Spa, il 10 gennaio 2006 rileva Pedavena, una tra le più antiche fabbriche italiane di birra e il 4 aprile 2006 la sirena della Birreria torna a scandire la vita del paese decretando un nuovo inizio per Pedavena e un nuovo ciclo nella storia della birra italiana.

Gli ultimi due anni si chiudono con il record di produzione superando quota 400 mila ettolitri. L’anno scorso è stato raggiunto il record di questi dieci anni: «Siamo arrivati a 406 mila ettolitri (nel 2014 erano stati 370 mila). Mai avuti prima questi numeri». Tra le birre a marchio Castello, quella che riscuote maggiore successo «è la Dolomiti Pils, che è in continuo aumento», dice il mastro birraio Gianni Pasa. «La fabbrica è in salute e il gruppo anche. Finora la strategia ha portato i suoi risultati. Vedere che lo stabilimento produce e crea lavoro è la soddisfazione più grande», sottolinea. «Birra Castello aveva visto le potenzialità dello stabilimento e Pedavena sta andando avanti con riscontri soddisfacenti, come era difficile immaginare dieci anni fa». Tanto che la lotta per la sopravvivenza sembra un ricordo lontanissimo: «Fa parte della storia della fabbrica. L’importante è essere ripartiti. C’è l’orgoglio di dimostrare che si produce birra di qualità», commenta il direttore dello stabilimento (che attualmente conta una cinquantina di dipendenti). «Lo spirito è quello di intraprendere nuove strade per adeguarsi alle esigenze del mercato, essere all’avanguardia e soddisfare le richieste».

L’obiettivo «è prima di tutto consolidare quanto abbiamo ottenuto, in modo da garantire alla fabbrica un futuro splendido. Passati i tempi bui, mettere al sicuro quello che abbiamo raggiunto è già un risultato importante, senza però limitarci dal porci altri traguardi. Si va avanti con la politica dei piccoli passi». E la fabbrica è preparata anche a raccogliere nuove sfide: «Se le richieste del mercato dovessero aumentare, siamo pronti».

Giancarlo Noviello