Lavori per la fibra ottica via Codalunga va nel caos

Mattinata di passione per gli automobilisti: code risolte solo dopo ore

Una mattinata di passione. Dalle 7 fino alle 10.30, quando il traffico di chi va al lavoro inizia a scemare. Si blocca via Trieste e si “inceppa” il sistema delle nuove rotonde tra viale Codalunga, via Sarpi e il Borgomagno. Tutta colpa di un cantiere di Open Fiber, la società di Enel e Cassa depositi e prestiti che sta cablando la città per arrivare a portare la fibra ottica in 116 mila case dei padovani. La riduzione delle corsi di via Trieste infatti ha creato lunghissimi incolonnamenti. Una situazione in cui è intervenuto il Comune, attraverso la polizia municipale e poi con l’assessore Micalizzi: «Abbiamo prescritto all’azienda di realizzare i lavori nelle ore serali, così non ci saranno più problemi nelle ore di punta».Una mattinata di caos.

Gli operai con i tubi per passare la fibra ottica si presentano in via Trieste di buon mattino e attraverso alcune transenne di plastica restringono la strada, all’altezza dell’incrocio con viale Codalunga: da due a una sola corsia. Scatta l’effetto “tappo”. Le macchine iniziano ad incolonnarsi e inizia anche una mattinata di passione per tutti gli automobilisti che si trovano a passare da uno degli assi viari più importanti della città. Il sistema non regge anche perché solo da poche settimane sono state completate le tre nuove rotatorie su viale Codalunga: il flusso è continuo (non più regolato da semafori) e la coda si allunga fino a via Sarpi, Borgomagno e via Tommaseo.

Arrivano i vigili e a Palazzo Moroni scatta l’allarme rosso. Anche se gli uffici erano informati dei lavori nessuno aveva capito che si trattava di un intervento così invasivo. E la macchina comunale era impreparata a gestire la situazione ormai compromessa. È stato necessario attendere che si smaltisse tutto il traffico, fino a dopo le 10.«Chi realizza lavori in città non solo deve rispettare le regole ma deve anche tener conto di dove sta operando. Con queste cose non si scherza: bisogna fare attenzione alle fragilità del traffico», tuona l’assessore ai lavori pubblici Andrea Micalizzi, che con Open Fiber ha già avuto numerose discussioni a causa della qualità (giudicata «non sufficiente») dei ripristini delle strade dopo gli scavi.«Era un cantiere ingombrante non previsto – chiarisce – Per questo i nostri tecnici hanno dato all’impresa alcune prescrizioni: li abbiamo obbligati all’arretramento del cantiere e a lavorare nelle ore serali».

Una prescrizione che è stata accolta («con spirito collaborativo») dalla società: «Al fine di minimizzare i disagi per i cittadini Open Fiber ha concordato con gli uffici tecnici del comune di eseguire le lavorazioni mancanti nell’area dopo le 21 delle giornate di giovedì 31 maggio e venerdì 1 giugno – si legge in una nota – La misura è stata adottata di comune accordo proprio in considerazione del fatto che, trattandosi della posa in opera di un pozzetto e di un attraversamento in mini-trincea della carreggiata, gli interventi avrebbero potuto causare disagi alla viabilità».

E.P.