Il lavoro fa discriminazioni?

Le differenze di genere e nazionalità nel mercato veneziano

Abbiamo da poco ricordato le donne nella giornata a loro dedicata, ma volgendo lo sguardo verso un orizzonte più vasto che abbracci il panorama lavorativo locale ci si potrebbe chiedere: c’è molto da festeggiare?
Definiamo un paio di paletti per svolgere una piccola ma indicativa analisi del trend delle assunzioni: dividiamo uomini e donne, italiani e stranieri ed analizziamo i dati delle assunzioni nel veneziano, e azzardiamo qualche considerazione.
Proprio le donne, soprattutto quelle straniere, appaiono penalizzate inserendosi all’ultimo posto di questa insolita classifica. Fra loro la percentuale più alta di assunzioni avviene su personale non qualificato. Inesistenti le assunzioni a livello dirigenziale e bassissime anche quelle di personale per professioni intellettuali. Nelle posizioni dirigenziali anche le donne italiane faticano a spiccare, giocandola decisamente meglio nei lavori di taglio intellettuale per i quali le loro percentuali sono decisamente più alte di quelle degli uomini. Un dato però fa riflettere: il numero di assunzioni di donne italiane per mansioni non qualificate cresce, lasciando intendere una tendenza alla deprofessionalizzazione del lavoro che non è benaugurante.
Questa troverebbe conferma nelle recente analisi dell’UE sul lavoro, dalla quale emerge che il divario di reddito da lavoro fra donne e uomini cresce al 40%.
Un dato che da solo la dice lunga e invita a prendere provvedimenti urgenti, che mirino da un lato a smantellare gli stereotipi di molti e dall’altro a incentivare, anche economicamente, l’inserimento delle donne e, ancor più, delle mamme, nelle posizioni a cui possono di diritto ambire.
Marco Garbin