L’importanza di fare rete a NordEst

Come può ripartire la “locomotiva”

Lovino Lei è un imprenditore che opera nel NordEst, quella zona che tutti definiscono la “Locomotiva d’Italia”. Che vantaggi e svantaggi ci sono a lavorare in Veneto? «I vantaggi sono rappresentati da un’economia molto sviluppata e in forte crescita e, soprattutto il Nordest, è una delle regioni più ricche del mondo dove ci sono molte imprese e imprenditori  e questo non solo aiuta l’impresa in sé ma permette anche di gestire a proprio favore determinate situazioni di mercato. D’altro canto, invece, lo svantaggio è da vedersi nel comportamento dell’imprenditore stesso che spesso (troppo spesso) tende a voler accorpare tutto il da farsi senza delegare alcun incarico nel buon nome del caro vecchio detto “fasso tuto mi” senza rendersi conto che non solo è impossibile gestire tutte le situazioni da soli ma, soprattutto, si viene a generare un “caos” aziendale che spesso porta a drastiche conclusioni».

I segreti per essere un buon imprenditore veneto? «La soluzione migliore è che l’imprenditore sia sempre competitivo guardando oltre i propri confini fisici; guardando, insomma, l’azienda anche in prospettiva e imparare a pensare alla propria impresa per come potrà essere e non per come è al momento e, inoltre, non deve mai sentirsi appagato ma anticipare i tempi. Deve, quindi, avere un’azienda sempre attenta, competitiva e capace di innovare».

Ci sono dei punti che secondo lei sono da migliorare? «Si. Nella capacità dell’imprenditore di non essere isolato ma imparare a fare rete e liberarsi delle proprie problematiche confrontandosi con i colleghi. Manca lo “spirito del club” tra imprenditori, insomma. Sicuramente questo è un processo che già mettono in atto in Lombardia ed Emilia Romagna, realtà vicine dalle quali potremmo imparare. È un problema culturale e culturale. Imprenditoria giovane ma forse fatta tropo veloce. Oggi fare l’imprenditore significa anche saper gestire le risorse».

Lei ha un’Impresa veneta ma proviene dal sud. Che bagaglio si è portato dietro? «L’elasticità mentale e la voglia di fare conoscenze e amicizie e, grazie a queste capacità non sempre insite nel cuore dell’imprenditore veneto, ho potuto divulgare a terzi quanto so fare».

Quanto è importante la comunicazione? «È molto importante perché permette di far conoscere ciò che sa fare un’azienda non solo ai propri clienti ma anche agli imprenditori stessi accrescendo quindi anche le opportunità di business».

Quanto può “pesare” su questo uno strumento come il Sestante News? «È uno strumento fondamentale perché è specifico sia per i cittadini che per quegli imprenditori che già stanno investendo sia per quelli che intraprendere una attività. Permette di conoscere anche la singola realtà territoriale e allo stesso tempo il singolo evento. È una condivisione totale delle notizie; da una parte i cittadini dall’altra le amministrazioni e le imprese che, finalmente mi verrebbe da dire, possono fare rete».

(n.r.)