Linea dura per nidi e materne

Frequenza a rischio per 440 bambini

No vaccino, no scuola. Alla luce dell’ultima circolare pubblicata dall’Ufficio Scolastico Regionale, anche il Comune di Padova per i nidi e le materne di sua competenza e la Fism per le scuole paritarie, promettono fedeltà al dettato normativo. Quindi i bambini di nidi e materne che non hanno presentato la certificazione sui vaccini o la prenotazione per effettuarli lunedì 12 marzo non entreranno in classe. La circolare recepisce le ultime indicazioni ministeriali che ancora una volta confermano l’obbligo di presentazione della documentazione sui vaccini, requisito necessario per continuare a frequentare le lezioni fino alla fine dell’anno scolastico.

Regola che vale per i bimbi del nido, delle scuole materne, private e paritarie, mentre per elementari, medie e superiori non viene interrotta la frequenza delle lezioni ma sono previste delle sanzioni, da 100 a 500 euro. Nella circolare si legge: «I genitori devono presentare copia del libretto delle vaccinazioni timbrato dall’Asl o il certificato vaccinale oppure l’attestazione datata rilasciata dall’Asl che indichi se il soggetto sia in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per l’età dell’allievo». Per quanto riguarda Padova e provincia l’ultimatum imposto dal Miur e dal Ministero della Salute riguarda direttamente 400 bambini (non vaccinati) che frequentano i nidi e le materne paritarie, per lo più gestite dalle parrocchie e altri 40 che, attualmente, frequentano le dieci materne e i 17 nidi comunali (in tutto frequentate da 1900 bambini).

«Quello che dice lo Stato per noi è legge» osserva Ugo Lessio, presidente della Fism, «del resto la nota dei due ministeri è arrivata dopo che, lunedì sera, sia i dirigenti della Fism che i rappresentanti delle Diocesi hanno tenuto una partecipata riunione regionale in cui era già stata assunta la stessa decisione. Quindi il 12 marzo, dopo sei mesi di tempo concesso dallo Stato, chi non è in regola con le vaccinazioni non potrà più frequentare la scuola. Noi» sottolinea Lessio, «non abbiamo niente contro i genitori “no vax”, ma a questo punto, possiamo solo rispettare la legge, è un nostro preciso obbligo. Chi ha scelto di non vaccinare i figli dovrà regolarsi di conseguenza».

Simile la posizione di Cristina Piva, assessore all’Istruzione del Comune di Padova: «Naturalmente rispetteremo le normative sui vaccini, ribadite due giorni fa dai Ministri dell’Istruzione e della Salute, Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin. Il rispetto del termine del 10 marzo è essenziale per la continuità scolastica dei bambini che frequentano nidi e materne».Certo non sarà facile per nessuno dire ai bambini non vaccinati che da lunedì 12 marzo non potranno più andare a scuola a fianco dei loro compagni. In realtà qualcosa che potrebbe far superare l’impasse c’è: resta in sospeso, infatti, la decisione del Garante dei diritti dei bambini sull’opportunità o meno di trasmettere i dati personali dei piccoli da parte delle Usl alle singole scuole.

Una scappatoia, insomma, che potrebbe tradursi in una deroga per i bimbi non vaccinati che così potrebbero continuare a frequentare la scuola. Ma come si comporteranno i singoli dirigenti delle scuole padovane interessate alla scadenza del 10 marzo? «Il rispetto della legge viene prima di tutto» osserva Concetta Ferrara, dirigente dell’Undicesimo Comprensivo e reggente del Decimo, «l’unica scuola materna che fa parte del mio circolo è la Collodi. Sino ad oggi solo tre genitori non hanno presentato la documentazione richiesta, né i certificati vaccinali né la prenotazione per effettuarli. Cosa penso dei vaccini? Basta applicare il buon senso e rispettare la scienza. La salute dei bambini è una cosa preziosa per tutta la società. Se poi c’è una legge va semplicemente rispettata».

Giuliana Lucca