Luigi Sposato presenta le 21 azioni nel suo progetto elettorale

E’ opinione piuttosto diffusa a Padova che questa sarà la campagna elettorale meno entusiasmante della storia recente e questo accade per un insieme di motivi: il clima generale di sfiducia che accompagna l’azione della politica a tutti i livelli, con la conseguente frammentazione dei partiti. Si dice anche che manca il merito della campagna, i cosiddetti programmi. Ora, i programmi sono spesso una specie di foglia di fico, pubblicazioni sterminate con una raccolta di buoni principi che nessuno legge.

Venerdì sera all’ex Fornace Carotta, Luigi Sposato, padrone di Eurointerim, e candidato alla poltrona di primo cittadino della città di Padova, ha illustrato davanti ad una platea di 400 persone, le 21 azioni che compongono il suo progetto e rappresentano gli elementi chiave della sua campagna elettorale. Attraverso i valori dell’ascolto, dell’innovazione, dell’onestà, della libertà e del futuro della città di Padova, Luigi Sposato, ha rappresentato il “suo” modo di intendere la politica, portata avanti tenendo ferme quelle che sono le concrete e reali esigenze dei cittadini.In caso di vittoria alle elezioni, rinuncerò al mio stipendio di Sindaco e con le quote manterrò in vita i centri di ascolto, che rimarranno permanentemente aperti.

Cosi esordisce il padrone di Eurointerim, ribadendo ancora una volta, che i centri di ascolto saranno concepiti proprio per mantenere vivo il dialogo con la cittadinanza. Attraverso il dialogo mi impegnerò a dare sostegno alle problematiche connesse al territorio della città di Padova, in modo particolare a livello periferico. Questa mia cooperazione, sarà un modo per fare riacquisire a quelle persone che sono scettiche nel credere alla possibilità di un futuro migliore. Mi piacerebbe riuscire ad essere facilitatore affinché questa città riesca a diventare attrattiva e maggiormente unita, e poter diventare finalmente la capitale del nord-est. Molte sono state le tematiche affrontate durante l’esposizione di Luigi Sposato.

I temi più spinosi riguardano i molti problemi della città di Padova rimasti irrisolti. Ad esempio la sicurezza, che viene avvertita dai cittadini padovani, quest’anno suffragata anche dalle statistiche che rendono una fotografia impietosa di Padova sul fronte dei reati. Le periferie abbandonate al degrado urbano. L’immigrazione diffusa, con molti profughi che si ritrovano senza un luogo dove stare, senza una prospettiva per il futuro, abbandonati da chi avrebbe dovuto accoglierli. Anche qui bisogna specificare: un sindaco non ha poteri in questo senso, la competenza è del ministero dell’Interno ma certo il primo cittadino può portare avanti un’azione politica in quella direzione.

Poi il tema dell’università, dell’innovazione e della ricerca sono i cardini su cui puntare per il rilancio e il miglioramento dell’offerta formativa padovana continua Sposato”. Sulla legge del diritto allo studio sarà mia intenzione in caso di vittoria, aprire un confronto serio e costruttivo con tutti i soggetti in campo, dal Rettore dell’Università, ai dirigenti scolastici, passando attraverso un confronto con le associazioni degli studenti. Dobbiamo dunque avere un ‘idea complessiva su come e su dove spendere i soldi per il diritto allo studio, alla ricerca e alle infrastrutture, anche attraverso la costruzione di un campus universitario. Sul nodo ospedale Sposato replica affermando che si potrebbe lavorare sulla parte già pre-esistente, attraverso un lavoro di riammodernamento e ampliamento, come è già stato fatto per gli ospedali di Udine e Treviso, ma il processo di ristrutturazione comporterebbe di fatto costi assolutamente improponibili.

Per quanto concerne il problema dello stadio conclude Sposato, sono favorevole affinché rimanga “attiva” la struttura dell’Euganeo, senza “traferire” l’idea di creare una cittadella dello sport allo stadio Plebiscito, per l’impatto sia ambientale che di viabilità. Ultimo aspetto evidenziato da Luigi Sposato riguarda l’investimento dei giovani nel mondo del lavoro. “Un Paese che non investe sui giovani è un Paese senza futuro”. Non usa mezzi termini il numero uno di Eurointerim, per affrontare il problema della disoccupazione giovanile, nella convinzione che, solo quando il coraggio dei giovani si affianca all’esperienza dei “vecchi”, una nazione può prosperare, soprattutto sotto il profilo economico. «Dalla scuola escono studenti preparati e bisogna dar loro la possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro, soprattutto a quelli più intraprendenti, pena la loro fuga verso Paesi che offrono loro di più dell’Italia. La cosa che più dispiace è che i ragazzi che decidono di trasferirsi all’estero per mancanza di opportunità in Italia sono quelli di cui abbiamo maggiormente bisogno, perché con la loro decisione dimostrano coraggio, determinazione e voglia di mettersi in gioco. E queste sono le caratteristiche più preziose in un giovane».

Secondo Sposato il problema della disoccupazione giovanile non lo si affronta con la burocrazia ma favorendo lo sviluppo delle imprese e degli investimenti. «Si crea lavoro solo quando cresce l’attività economica, e tenuto conto che gli investimenti pubblici sono diminuiti per ovvi motivi, bisogna puntare su quelli privati e in particolar modo sullo sviluppo delle piccole e medie. Alla convention erano presenti diverse autorità pubbliche ed istituzionali: il vice Preside dell’Istituto Einaudi Giancarlo Marcellan, Gino Gumirato ex direttore dell’Asl, il commercialista Roberto Adami, l’avvocato Stefano Barillari, l’associazione “Le Mura di Padova”, Alessandro Lion direttore CSV, Luisa Rampazzo portavoce dell’associazione “Terranegra contro l’antenna”, e l’associazione “padri separati”.

Giancarlo Noviello