A marzo risale la disoccupazione

Mentre quella giovanile è in calo, ai minimi dal 2012

Risale la disoccupazione a marzo e si attesta all’11,7%, con un aumento di 0,1 punti percentuali, mentre si conferma il graduale calo della disoccupazione giovanile, in calo di 0,4 punti al 34,1%: si tratta del dato più basso dal febbraio del 2012, ossia da cinque anni, quando la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni era al 33,4%.
Dunque, spiega l’Istat, l’esercito dei disoccupati, a marzo, torna sopra la soglia dei tre milioni (a 3milioni 22mila). L’aumento della disoccupazione nell’ultimo mese è determinato dalla componente maschile (+2,7%) a fronte di un lieve calo per quella femminile (-0,1%).

Il tasso di disoccupazione sale al 10,9% tra gli uomini (+0,3 punti percentuali) mentre rimane stabile tra le donne al 12,7%. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni nell’ultimo mese è in calo (-0,2%, pari a -34 mila). Il calo si concentra tra gli uomini, mentre sono in lieve crescita le donne e coinvolge tutte le classi di eta’ ad eccezione delle persone ultracinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,7%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali su febbraio.

Nel periodo gennaio-marzo il tasso di disoccupazione e’ in calo per entrambe le componenti (-0,1 punti percentuali quello maschile, -0,2 punti quello femminile). Il tasso di inattivita’ risulta stabile per gli uomini e in calo per le donne (-0,1 punti).
Sempre a marzo la stima degli occupati e’ sostanzialmente stabile rispetto a febbraio. Secondo l’Istat è pressoché invariato il numero di occupati maschi mentre è in lieve calo quello delle donne.

L’occupazione cala nell’ultimo mese tra gli ultracinquantenni (-55.000) e aumenta nelle restanti classi di eta’, in particolare quelle più giovani (+44.000 tra i 15-34enni). Cresce il numero di lavoratori dipendenti (+63.000), sia permanenti (+41.000) sia a termine (+22.000), mentre calano gli indipendenti (-70.000). Il tasso di occupazione e’ stabile al 57,6%.

Nel periodo gennaio-marzo si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,2%, pari a +35.000), determinata dall’aumento dei dipendenti sia permanenti sia a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere ed è distribuito tra tutte le classi di eta’ ad eccezioni dei 35-49enni.
Su base annua, a marzo si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+0,9%, pari a +213.000). La crescita riguarda i lavoratori dipendenti (+310.000, di cui +167.000 a termine e +143.000 permanenti) mentre calano gli indipendenti (-97.000).

Aumenta il numero di occupati per entrambe le componenti di genere; la crescita è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+267.000) e in misura piu’ contenuta tra i 15-34enni (+62.000), mentre calano i 35-49enni (-116.000). Nello stesso periodo aumentano anche i disoccupati (+2,9%, pari a +86.000) e calano sensibilmente gli inattivi (-2,8%, pari a -390.000).

Infine, secondo le stime provvisorie dell’Istat, il tasso di disoccupazione degli under 25 è in calo di 0,4 punti al 34,1%: si tratta del dato più basso dal febbraio del 2012, ossia da cinque anni, quando la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni era al 33,4%.
Per i giovani la tendenza al calo della disoccupazione è un fenomeno che prosegue da diversi mesi. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari all’8,9% (cioè meno di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a febbraio. Il tasso di occupazione sale di 0,4 punti, mentre quello di inattività cala di 0,5 punti. I giovani under 25 occupati aumentano di 24mila unità nell’ultimo mese.

A.V.