Mirano: la sindaca riceve sette bambini bielorussi orfani

Una storia che nasce nel 2004, quando la Onlus “Bambini di Chernobyl” di Campocroce Mirano fa costruire una protesi per una ragazza bielorussa priva di un arto inferiore. La Onlus affida la ragazza al centro “Centro di rieducazione funzionale di Lamon” (Belluno) che si occuperà di insegnarle ad usare la protesi.

Vi è però qualche difficolta: la ragazza parla solo bielorusso e ci sono dei problemi di comunicazione. Fortunatamente nella parrocchia del paese, da qualche anno, presta servizio un giovane sacerdote bielorusso che studia Teologia in Italia: Andrei Aniskevich, che si propone di dare un aiuto. La ragazza impara quindi ad usare la protesi.

Ma la storia non finisce qui: Andrei costruisce un rapporto stabile con l’Onlus di Campocroce. Dopo un po’ di tempo termina gli studi e torna nel suo paese natale dove diventa parroco della Cattedrale di Vitebsk, capoluogo dell’omonima regione, al confine con la Russia e la Lettonia. Diventa anche direttore della Caritas di quella diocesi. La Onlus e don Aniskevich continuano quindi la collaborazione per aiutare i bambini meno fortunati.

Proprio in questi giorni la Onlus di Campocroce sta ospitando sette bambini bielorussi, orfani o di famiglie disagiate, che Aniskevich ha portato in Italia per dei programmi di assistenza sanitaria che prevedono un breve periodo di talassoterapia.

Un progetto meraviglioso, supportato con impegno dal Comune di Mirano. I sette bambini, accompagnati da don Aniskevich, sono stati infatti ricevuti martedì in municipio dalla sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello che ha voluto conoscerli, scambiare con loro qualche parola e regalargli alcuni doni.

M.B