Morelli 1867 – ‘Libri a perdere – un vuoto a rendere’

DOLO. La libreria Morelli 1867, attiva a Dolo da 150 anni, chiuderà alla fine del mese di marzo, nonostante negli ultimi tre anni avesse recuperato l’attività di un esercizio in flessione e, soprattutto, avesse dato vita con passione e fatica a una realtà culturale vivace e multiforme, organizzando incontri con scrittori ed editori locali e non, corsi, gruppi di lettura, laboratori, momenti musicali e di scambio con altre associazioni e realtà del circondario e oltre, e tante associazioni che si occupano di letteratura, poesia, arte, educazione, storia.

Si è consolidato un gruppo di persone e di interessi che nella libreria aveva un punto d’incontro e una motivazione, ritrovandovi la bella sensazione di unire le cose, la conferma che fare insieme, semplicemente si può. Ora, malgrado l’attività funzionasse, le spese pregresse e di gestione della struttura si sono rivelate troppo pesanti, portando alla dura decisione di chiudere l’attività.

Una libreria non è un negozio qualunque, è un punto di riferimento che fa cultura, e se viene a mancare una libreria come questa, manca qualcosa di essenziale in un paese e in una comunità. Perciò si vuole con un gesto, anche artistico, rendere evidente quello che succede e che cosa mancherà nel paese. Mostrarlo pubblicamente, anche a chi non aveva seguìto da vicino, perché questo sa fare quel gesto, senza tante parole.

E’ così che l’ultima settimana prima della chiusura (24-31 marzo) verrà costruito un muro di libri che chiuderà progressivamente la vetrina centrale della libreria, dall’interno. La gente vedrà fisicamente avanzare la chiusura, e anzi vi parteciperà concretamente portando un libro da casa e contribuendo a innalzare il muro, portando un “libro a perdere” per costruire il muro.

Dopodiché  alla chiusura del 31 marzo i libri del muro verranno spostati all’esterno, in un punto molto visibile, preferibilmente nei pressi della libreria e formeranno una scultura, un’installazione che riproporrà la forma del muro, che resterà all’aperto finché si consumerà e si distruggerà, per azione dell’aria, della pioggia, delle persone che aggiungeranno o porteranno via qualche libro, come una sorta di monito continuo a quello che effettivamente succede alla cultura, nel caso specifico evidente quella legata al libro, se non ce ne prendiamo cura. Sarà anche una scultura, s-cultura vivente, che cambia, che interagisce con l’ambiente e con le persone.

L’artista Enrico Bonetto si occuperà di rendere stabile la struttura, attraverso una rete metallica portante, utilizzando le gabbie usate per i getti di calcestruzzo in edilizia, all’interno della quale sarà possibile infilare nuovi libri, oltre che prelevarli. La posizione dell’installazione la renderà visibile sia da chi passa a piedi, sia dagli automobilisti in transito o fermi al semaforo.

Sara Zanferrari