Niente bilancio 2017

Inps, il Consiglio di vigilanza non approva il bilancio 2017. L'istituto non avrebbe fornito le informazioni richieste su crediti contributivi e patrimonio immobiliare. Alla fine del 2017 previsto un disavanzo di 7,8 miliardi di euro. Caf pronti allo sciopero: da due mesi senza convenzione.

Il Consiglio di vigilanza dell’Inps ha bocciato il bilancio preventivo 2017 dell’istituto presieduto da Tito Boeri, sostenendo che le sue indicazioni non sarebbero state attuate.
Il Consiglio aveva chiesto, in particolare, informazioni dettagliate sui crediti contributivi e il patrimonio immobiliare dell’ente, ma i documenti forniti avrebbero evidenziato, al contrario, una «carenza di risposte». Insomma: una presunta mancanza di trasparenza, che avrebbe impedito al Consiglio di dare il suo ok.

«Pur restando garantite dallo Stato le prestazioni poste a carico dell’istituto», ha spiegato l’organo di vigilanza in una nota, «è evidente che una gestione del bilancio che presenti un andamento negativo del patrimonio debba essere oggetto di un’adeguata e immediata attenzione».

Il bilancio preventivo 2017 era stato trasmesso al Consiglio dal presidente Boeri nel mese di dicembre. Presenta un risultato economico d’esercizio negativo per 6,1 miliardi di euro e prevede, alla fine dell’esercizio 2017, un disavanzo patrimoniale di 7,8 miliardi.

Il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha replicato sostenendo che le motivazioni a supporto della bocciatura del documento sarebbero «strumentali». Ora il bilancio, come prevede la legge, passerà all’esame del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. E il ministro Poletti ha promesso che si metterà subito al lavoro «per raccogliere tutte le informazioni necessarie».

Un’altra tegola per l’istuto di previdenza è arrivata invece dai Caf, i Centri di assistenza fiscale. La Consulta nazionale che li raggruppa, infatti, è sul piede di guerra: «Stiamo valutando la possibilità di sospendere il servizio di compilazione delle pratiche Isee, a partire dai primi giorni di marzo». Il motivo? «Sono quasi due mesi che i Caf assicurano il servizio a milioni di nuclei familiari in assenza di una convenzione con l’Inps. Si sta determinando un preoccupante stato di incertezza, che pone problemi di tenuta economica e finanziaria».

C.C.