Novecento donne bussano ai centri antiviolenza

Di tutte le età – la più giovane 14 anni, la più anziana 86 – prevalentemente italiane e madri. Vittime di violenza fisica, psicologica, sessuale, ricatti economici, stalking. Sono le donne scese nei gironi infernali della violenza nell’arco del 2017. O almeno, quelle che hanno avuto la forza di abbattere il muro del silenzio e chiedere aiuto: in 886 si sono rivolte ai 4 Centri antiviolenza della Provincia di Padova. Donne che hanno portato le loro storie di violenza da parte del partner (l’82% degli autori di violenza è un partner presente o passato), a cui quasi sempre assistono anche i minori (299 bambini e bambine sono risultati vittime di violenza assistita).

«A tutte queste donne abbiamo creduto, e insieme, in una relazione tra donne, abbiamo trovato una via d’uscita – spiegano al Centro Veneto Progetti Donna Auser – rispettosa dei loro tempi e dei loro desideri, senza mai perdere di vista la loro sicurezza e protezione. Le abbiamo accompagnate in un percorso spesso difficile, tortuoso e mai scontato, dove #wetogheter è non solo una parola d’ordine ma uno stile di vita. Abbiamo creduto alla loro parola, perché i centri antiviolenza sono luoghi sicuri e non giudicanti dove le donne trovano accoglienza, ascolto e protezione».

Il Report del Centro racconta che il territorio da cui proviene la maggior parte delle donne è quello dell’ex Ulss 16 (518, pari al 61,5% del totale), seguito dall’Alta Padovana (128) e dalla Bassa (100 donne). Per il 75% le vittime erano di nazionalità italiana, mentre le straniere erano prevelentemente di origine rumena, marocchina, moldava. Le fasce d’età maggiormente rappresentate? 41-50 anni (30%), 31-40 anni (23,4%), 18-30 anni (21,5%), 51-60 anni (16,7%). Le anziane con oltre 60 anni sono il 7,8%. Circa il grado di istruzione il 4,3% hanno la licenza elementare, il 33,3% la licenza media mentre la maggior parte vantano titoli di istruzione superiore: 224 (43,4%) in tasca tengono il diploma superiore, 98 (il 19%) sono laureate.

Condizione professionale: la maggior parte risultano lavoratrici e, a sorpresa, compaiono anche 24 pensionate (3,5%). Nessuna sorpresa invece per l’identità dell’aggressore: in 372 casi (47,5%) chi agiva violenza era il marito, in 122 (15,5%) era il compagno, mentre si trattava dell’ex marito per 59 (7,5%) e dell’ex compagno per 90 (11,5%). Le tipologie di violenza più frequentemente segnalate, anche per più problematiche insieme, sono quella psicologica (651) e quella fisica (483). Per ordine di rilevanza seguono violenza economica (209), violenza sessuale (92), stalking (83) e mobbing (6) donne mentre 4 lamentano di aver subìto una forma di segregazione.

Giuliana Lucca