Pili e conflitti, Brugnaro attacca Report

«Vigliacchi, un film infame». La giornalista replica: «Solo notizie verificate. Rispondiamo sui fatti e non sugli insulti»

«Una trasmissione vigliacca. Un film infame, che non fa onore al giornalismo corretto che per fortuna esiste». Lascia passare poche ore, il sindaco Luigi Brugnaro. Poi si scaglia contro la trasmissione di Report. “Venicetown”, il servizio su Venezia andato in onda lunedì sera su Raitre gli ha fatto saltare i nervi. «Veramente vergognoso», sbotta, «mescolare la mafia che io ho sempre combattuto». Non è proprio piaciuta al sindaco la parte dell’inchiesta in cui si parla dei suoi «conflitti di interesse».

I Pili, la Misericordia dove è ancora socio con il 20% delle quote Pietro Tindaro Mollica, il siciliano rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione. «L’ho trovato, non lo conoscevo», aveva risposto Brugnaro, «faceva parte dell’altra cordata che abbiamo rilevato. Ma il tempo sarà galantuomo». Accusa che Brugnaro non sopporta, quella di essere accostato a imprenditori e speculatori. «Ma gli investitori non sono speculatori», dice, «sono persone fondamentali per lo sviluppo della città, io li incontro ogni giorno».

Claudia Di Pasquale, la giornalista che ha curato il servizio di Report, risponde laconica.

«Tutto quello che abbiamo raccontato», dice, «è stato verificato con documenti alla mano, raccolta di testimonianze e interviste. Le accuse di “trasmissione vigliacca, fasulla”, di “film infame”, di “tv spazzatura” hanno più che altro il sapore di una cortina fumogena alzata solo per evitare di rispondere ai fatti sollevati da Report.Se il sindaco o qualche suo assessore ritengono che abbiamo detto qualcosa di scorretto o di sbagliato, dovrebbero entrare nel merito e spiegare cosa c’è di falso in quello che abbiamo raccontato. Noi siamo stati e saremo sempre disponibili a confrontarci sui fatti, non sugli insulti».

Subito ci aveva pensato Simone Venturini, superassessore della giunta e pupillo di Brugnaro, ad aprire le ostilità. «Tv spazzatura fatta con i soldi pubblici, accuse tipiche del peggior giornalismo», aveva twittato, «la Rai dovrebbe chiedere scusa al sindaco». La polemica intanto monta. Accuse delle opposizioni, Pd in testa, esposti dei Cinquestelle, annunci di chiarimenti da parte della Lista Casson. «Ho fatto il blind trust e non sono più proprietario di niente a parte la mia casa», dice il sindaco, «e me l’aveva chiesto proprio Casson. E adesso non gli va più bene? ». Nel merito del progetto Pili, dove si parla della possibilità di costruire strutture turistiche e la grande arena per il basket, Brugnaro la spiega così; «Al momento in sospeso c’è soltanto l’Arena, stiamo cercando investitori che la facciano con soldi privati. Per il resto quella è sempre stata un’area edificabile».

C’è anche il nodo di chi sia tenuto a disinquinare. La società Porta di Venezia srl aveva presentato ricorso al Tar, sostenendo che le spese dovrebbero essere a carico di chi ha inquinato. Ma tutto è sospeso. «Il Comune non ha ricevuto alcun progetto», ha spiegato l’altro giorno in commissione l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin. Il sindaco è convinto di aver fatto tutto secondo le regole. «Certo che poi ognuno la racconta come vuole», dice. E prosegue: «Gli imprenditori sono gli eroi di questo Paese. Li stiamo ammazzando tutti con la burocrazia, il sospetto, la denigrazione. Io credo che la gente sia molto più avanti, credo che i cittadini formuleranno nel segreto dell’urna un giudizio per me insindacabile».

A.V.