Il Cittadino

La pineta di Rosolina, paradiso invernale dei bikers

Allenamento e divertimento in mountain bike tra singletrack e saliscendi impegnativi

Rosolina Mare. In inverno nel Polesine l’aria è fredda e umida, le giornate sono corte. Inevitabilmente le spiagge si svuotano. Qualcuno potrebbe pensare che da ottobre a fine marzo Rosolina Mare sia una città fantasma.

Eppure non è affatto così. Con l’arrivo dell’autunno, quando il litorale si spopola e le seconde case attendono silenziose la bella stagione, Rosolina Mare diventa il paradiso dei bikers.

Il paradiso dei bikers

La veduta panoramica dalle foci dell’Adige.

Sì, perché all’interno della pineta di Rosolina c’è una fantastica pista per mountain bike, che attira appassionati non solo da tutto il Polesine, ma anche dalle altre province venete e dalle regioni vicine.

Ogni weekend d’inverno, fin dalle prime ore del mattino, le vie della cittadina balneare si riempiono di ciclisti armati di costose mountain bike, pronti ad allenarsi e divertirsi percorrendo la pineta a tutto gas.

Il percorso

Le passerelle in legno a Porto Caleri

I sentieri si sviluppano lungo un percorso che pare davvero fatto apposta per le ruote grasse. Quasi 30 chilometri di “singletrack”, dalle foci dell’Adige fino al giardino botanico della selvaggia Porto Caleri.

Comitive di appassionati delle ruote grasse arrivano a Rosolina costeggiando l’argine del fiume e subito si immergono fra i sentieri della pineta, sfidandosi tra i saliscendi all’ombra degli alberi.

Partendo dalla Torre che domina le foci dell’Adige, a nord, ci si immerge subito tra i pini marittimi e si comincia a girare. All’inizio è difficile, si perde l’orientamento e si cerca di stare il più possibile sulla ruota del compagno che ci precede.

Una foto tutti insieme prima di riprendere l’allenamento

La traccia continua verso sud, seguendo la penisola di Rosolina fino a sbucare nel selvaggio giardino botanico di Porto Caleri, dove dopo tanta fatica si può finalmente ammirare il mare d’inverno e percorrere alcune centinaia di metri sopra l’acqua, fra palafitte e passerelle in legno.

Ma non c’è molto tempo per rifiatare. Giusto un attimo per farsi una foto tutti insieme, e poi via di nuovo a tutta, seguendo la pista verso nord!

Cosa ne pensano i bikers?

Il percorso non è adatto ai neofiti della mountain bike. Ostacoli come radici, curve strette, tronchi bassi e saliscendi impegnativi obbligano anche il biker più esperto a guidare con attenzione e a non perdere mai la concentrazione. Capita spesso di vedere qualche sfortunato a terra, vittima di un incidente.

«È una vera palestra per la mountain bike», ci dice Marco, uno degli atleti di punta del San Bortolo Cycling Team. La squadra di Monselice in inverno raggiunge spesso Rosolina in auto per un allenamento di gruppo. «Impari molto bene la tecnica e metti alla prova sia te stesso che il mezzo. Le salite ripide non lasciano respiro, bisogna sempre stare “fuori sella”. Il dislivello non è molto, ma provate a fare il percorso “in soglia”: alla fine sarete stanchi come dopo un allenamento sui Colli. Il segreto, comunque – conclude – è divertirsi sempre. E imparare a “mollare i freni”!».

Marcello Pavarin impegnato in gara

Amatori ma anche professionisti

Non solo gli amatori sfrecciano fra i sentieri della Pineta di Rosolina. Anche i ciclisti professionisti riconoscono il valore allenante del circuito. Nelle giornate invernali capita di incrociare atleti come Marcello Pavarin del Bottecchia Factory Team e Katazina Sosna, campionessa lituana del Torpado SudTirol, che conquistano i tempi migliori sui settori del tracciato.

Nel 2017 su questi sentieri si è disputata anche una gara. Andrea, uno degli organizzatori, ci ha riferito che alla “Rosa Bike Race” hanno partecipato circa 200 atleti da tutto il Veneto e dalle regioni vicine.

Un biker impegnato alla guida della sua mtb

Un’opportunità per i commercianti

«Gestisco da diverso tempo il locale», ci racconta Paolo, titolare del bar “Pit Stop”. «Ogni domenica arrivano da me un sacco di ciclisti, circa un centinaio. A metà allenamento si fermano a prendere un caffè e una brioche in compagnia».

Noi della redazione abbiamo provato il percorso e ci siamo divertiti un sacco.

Il Polesine è terra di pianura e argini, di laguna e canali. Potrebbe non sembrare il luogo più adatto per gli allenamenti in mountain bike. Eppure i bikers rodigini sono riusciti, con una bella sinergia fra sport e divertimento all’aria aperta, a sviluppare una realtà positiva e di successo, certamente da scoprire. Buone pedalate!

Pierfrancesco Divolo

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