Polesine, terra di nebbia: solo disagi o anche benefici?

Umidità e scarsa visibilità, una costante degli inverni dei rodigini. Ma c'è anche chi la celebra con un sorriso

Rovigo. L’inverno sta finalmente per finire, e possono cominciare a tirarsi le somme sul tipo di stagione che abbiamo avuto.

Rovigo, Piazza Vittorio Emanuele immersa nella nebbia

Sicuramente in Polesine – la “terra più noiosa d’Italia” secondo un sondaggio di qualche tempo fa – a caratterizzare l’inverno, quest’anno come tutti gli anni, è stata sopratutto la nebbia.

È notizia dell’ultima settimana. A causa dell’alta pressione e dell’inquinamento atmosferico, le scorse mattinate sono state caratterizzate da una fittissima nebbia, che solo attorno a mezzogiorno ha lasciato il posto ad un timido sole. La scarsa visibilità ha contribuito a causare diversi incidenti e anche alcuni feriti. Uno degli episodi più recenti riguarda un vigilante caduto in mare a Porto Marghera mentre era alla guida della propria auto e ve lo abbiamo raccontato qui.

Ma come si forma la nebbia? E porta solo disagi, o anche benefici?

La parola all’esperto

«Innanzitutto – spiega il ricercatore Sandro Fuzzi – bisogna distinguere la nebbia dalla foschia. Sono fenomeni che si diversificano in base alla visibilità. In presenza di visibilità compresa tra 1000 e 5000 metri siamo in presenza di foschia, mentre al di sotto dei 1000 metri si inizia a parlare di nebbia».

«La nebbia – continua Fuzzi – è composta da tantissime minuscole goccioline d’acqua sospese in aria. Si forma quando l’aria si raffredda, si condensa e si trasforma in vapore acqueo a contatto con il suolo freddo».

«Quando invece l’anticiclone è “giovane”, cioè quando l’alta pressione è in fase di consolidamento – conclude Fuzzi – la massa d’aria è fredda e la nebbia non si ferma, permettendo al sole di farsi vedere anche nelle roccheforti nebbiose per eccellenza, come il Polesine».

Quando e dove

Ci sono diverse circostanze che favoriscono la formazione della nebbia. Innanzitutto la presenza di una forte zona anticiclonica, unita alla assenza di vento. Inoltre le temperature basse e la forte umidità rendono altamente probabile la formazione della sgradita nebbia.

L’origine della nebbia avviene soprattutto di notte o durante le primissime ore del mattino, ore più fredde della giornata. Si origina principalmente su superfici umide, come campi, fossi e canali.

Le atmosfere ovattate del Polesine

 

In Polesine la nebbia porta disagi ma anche benefici

C’è anche chi accoglie con un sorriso la nebbiosità della terra tra Adige e Po. È il caso degli artisti Andrea Dodicianni e Alessandro Cavestro, cui si deve un’idea originale.

Qualche tempo diversi cittadini del Polesine avevano trovato nella loro cassetta postale alcune cartoline molto particolari. 13 località (Loreo, Adria, Rosolina Mare…) per altrettante diverse cartoline. Sul retro riportavano tutte la stessa frase: “saluti dal Polesine”.

Elemento comune di ogni cartolina era proprio la presenza della nebbia. Ogni località, fotografata nella sua veduta più caratteristica, era celata oltre una fitta coltre di foschia, rendendo il paesaggio drammaticamente grigio.

Il duo creativo ha chiarito: «La nostra non è una critica ma un atto d’amore verso la nostra terra. Abbiamo giocato con autoironia sulle caratteristiche che la contraddistinguono. Oggi le piccole attenzioni quotidiane ci vengono distribuite mediante notifiche o like. Ci piaceva l’idea che le persone trovassero invece qualcosa di fisico, tangibile, indirizzato proprio a loro: è una cosa a cui non siamo più abituati».

I benefici della nebbia

Non solo disagi e rischi alla viabilità: la nebbia porta anche dei benefici. Quella cappa di umidità, che non riesce a trasformarsi in pioggia o neve, rende meno drammatica la situazione nelle campagne. La nebbia evita la siccità. Camminando nei campi del rodigino i piedi affondano nelle zolle: segno che, anche senza pioggia, il terreno è umido. In questa stagione la terra è in letargo. La semina del frumento, dell’orzo e delle erbe è avvenuta in autunno, ma adesso la terra dorme. Le basse temperature, che di notte scendono ancora abbondantemente sotto lo zero, hanno aiutato il riposo delle piantine e ridotto molto le esigenze idriche.

Un po’ di luce in prospettiva

Sappiamo che nel Polesine possiamo arrivare a (in)visibilità molto diverse. Spesso capita, come nei giorni scorsi, di raggiungere visibilità inferiori ai 50 metri.

E però, anche considerando i benefici della nebbia, i polesani possono un poco rallegrarsi. Secondo un recente studio condotto dall’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna, negli ultimi anni le giornate di nebbia sono diminuite all’incirca del 50% rispetto ai primi anni ’90 e si è abbassata anche la concentrazione di inquinanti in essa contenuta. Ciò a causa del riscaldamento globale.

La nebbia continuerà a caratterizzare il Polesine, ma bisogna essere fiduciosi. C’è un po’ di luce in prospettiva!

Pierfrancesco Divolo