Il problema della formazione

Gli aiuti della UE.

Chi è nella situazione, troppo spesso poco piacevole, di cercare un nuovo lavoro, sa bene che una delle prime opportunità che ci si trova a valutare è la formazione.

Molteplici sono infatti i progetti che vengono finanziati dall’Unione Europea e che hanno come obiettivo principale il fornire strumenti utili alle classi di lavoratori percepite come “più deboli”, non tanto per un aspetto economico quanto perché ricadono in casistiche particolari che ne rendono la ricollocabilità più difficoltosa: residenza in zone  industrialmente povere; fascia d’età; scolarizzazione sono fra gli aspetti che spesso determinano le chance di successo nella ricerca di un nuovo lavoro.

Ma se alcuni valutano questi percorsi come un’opportunità per migliorarsi, crescere, colmare lacune, altri li vedono come una perdita di tempo, puntando l’indice verso la bassa percentuale di ricollocamento dopo la frequenza.

In realtà bisognerebbe valutare queste che indubbiamente sono delle opportunità con un diverso punto di vista e scegliendo in maniera oculata in quanto delle competenze acquisite in un percorso formativo (spesso di breve durata) ben difficilmente saranno sufficienti per dare uno sprint alla nostra ricerca di nuove opportunità professionali.

Chi si aspetta infatti, attraverso un percorso di 180 ore formative d’aula, di diventare uno scienziato affermato e ricevere tonnellate di offerte di lavoro è bene che ridimensioni le sue aspettative. Chi al contempo si butta a capofitta verso un percorso formativo solo perché l’argomento è “di moda” (il social media marketing ne è un esempio lampante di questi tempi) senza aver le basi del marketing o, peggio, senza saper scrivere un messaggio da 300 caratteri privo di errori grammaticali è bene che scelga altro.

Come orientarsi quindi in una scelta che rappresenterà un’impegno di tempo e risorse a medio termine, cercando do ottimizzarne l’efficacia? Come sempre partire da noi stessi.

Spesso questi percorsi prevedono un iniziale bilancio di competenze, passaggio importante (direi fondamentale) in cui una persona ha modo di scoprirsi grazie all’aiuto di un professionista. Emergono così punti di forza e di debolezza che possono rappresentare la base su cui iniziare a costruire un percorso di crescita che passerà, per l’appunto, dal corso di formazione. Sarà la buona occasione per capire veramente dove dirigere la nostra attenzione (ruoli, settori, dimensioni aziendali, Italia versus estero, ecc.). Parimenti questo sarà utile per capire se si dispone di buone basi per poter intraprendere un percorso formativo e se questo potrà rafforzare competenze già presenti rendendole più appetibili agli occhi di potenziali datori di lavoro e recruiter.

di Marco Garbin

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