Quando niente è impossibile. Il piccolo Sammy ce l’ha fatta

Dice di sentirsi come un «imperatore romano» con l’alloro in testa. «L’antica Roma mi è sempre piaciuta», scherza Sammy Basso a qualche ora dalla sua ultima conquista: il 110 e lode in Scienze Naturali, laurea triennale. Il massimo dei voti per una carriera universitaria e una tesi che per il 22enne di Tezze sul Brenta ha un significato immenso. È il più longevo al mondo tra gli ammalati di progeria, una sindrome rarissima che provoca l’invecchiamento precoce. E ieri Sammy Basso ha inflitto un altro colpo alla malattia, dall’aula dell’Università di Padova in cui è stato proclamato dottore: la sua tesi di laurea, «Novel use of Crispr-Cas9 System as a therapy for Hgps », riguarda una nuova terapia messa a punto fra Spagna e Italia per contrastare la sindrome da invecchiamento.

«E’ un traguardo bellissimo. Per noi è una gioia enorme»: Almerigo Basso, il papà di Sammy, non ha parole per descrivere l’emozione sua e della moglie Laura nel vedere il figlio laureato. Sammy combatte la progeria da quando è nato, il primo dicembre 1995 a Tezze sul Brenta, nel Vicentino. La combatte con coraggio e consapevolezza, cercando di portare avanti le sue passioni — tra le tante il teatro, Sammy recita con la compagnia «I mendicanti di sogni» — e i progetti personali. Tra cui la laurea, che ha ottenuto facendo la spola, per alcuni mesi, fra l’Ateneo patavino e quello di Oviedo. «Sto bene, anzi oggi sto benissimo — sorride Sammy, circondato dagli amici per la festa di laurea — sono stati mesi impegnativi, ho cercato di vedere la ricerca clinica condotta e alla quale sono stato sottoposto in prima persona con un atteggiamento di distacco, da scienziato. Ma ora che il percorso è completato posso dire che non è stato facile».

«La ricerca — prosegue Sammy — sta dando buoni risultati e la mia tesi lo dimostra. Vent’anni fa nessuno si aspettava di raggiungere questi livelli di conoscenza e di cure. Vorrei dedicare la mia tesi e il risultato raggiunto a tantissime persone, ma le prime sono i miei genitori. Ora continuo gli studi, voglio ottenere la laurea quinquennale».

 

 

 

Giuliana Lucca