Renzi venerdì sera a Mestre al Corso per il “sì” al referendum

Slitta a sabato mattina la firma del "patto"

Il presidente del Consiglio venerdì sera sarà a Mestre per la campagna referendaria. Forse il giorno seguente l’intesa per Venezia con il sindaco Brugnaro. Poi la ripartenza per Roma

Sono questi i due appuntamenti principali che aspettano il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che sarà in laguna venerdì e, a quanto pare, sabato mattina. Sarà l’ennesima volta per il capo del governo in Veneto, a dimostrazione di un certo suo attivismo anche a Nordest per la causa referendaria e per intrecciare rapporti con le amministrazioni locali. Venerdì sera, alle 20.30, è prevista la sua presenza al teatro Corso di Mestre per una serata organizzata dal comitato veneziano di “Bastaunsì”, i gruppi organizzati sul territorio per appoggiare la riforma costituzionale. Sono annunciati tutti i rappresentanti lagunari più in vista per il “sì”.

Da Ca’ Farsetti si indica come probabile la firma del “patto per Venezia” con il sindaco Luigi Brugnaro per sabato mattina in Comune. In ballo il rifinanziamento della Legge speciale e il futuro di Porto Marghera, che aspetta ormai da troppo tempo la conclusione delle bonifiche e del marginamento della laguna. Servono 240 milioni di euro però. Dopodiché la ripartenza di Renzi verso Roma.

“Noi pensiamo alle opportunità per il rilancio di una delle aree industriali più importanti per l’Europa – commenta la capogruppo regionale del Pd, Alessandra Moretti – le polemiche di chi non pensa ai posti di lavoro e al sostegno delle nostre aziende ma grida allo scandalo, per cercare di prendere qualche voto in più al referendum, sono francamente risibili. C’è chi pensa al Paese, e cerca di mandarlo avanti in ogni modo, e c’è chi tifa lo sfascio: noi sappiamo bene dove stare e lo sa bene Renzi che per la quarta volta in poche settimane viene in visita in Veneto, dimostrando davvero di credere e di voler investire nel nostro territorio. Da sempre si discute dei problemi di Venezia e quando arrivano le possibili soluzioni c’è chi preferisce polemizzare invece che pensare al bene comune”.

Gian Nicola Pittalis

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