Ripopolamento del centro per un ritorno dei residenti

SAN DONA’ – La presenza di centri commerciali, outlet e supermercati all’esterno, la chiusura di banche e uffici, l’e-commerce, home banking e i social network hanno impoverito il centro cittadino. L’obiettivo è portare gente a vivere in città. Lo si può fare ristrutturando vecchi immobili e realizzandone di nuovi, nell’area centrale di San Donà.

“Il tessuto urbano e commerciale è cambiato”, spiega il sindaco, Andrea Cereser, “e le dinamiche non hanno terminato di sviluppare completamente i propri effetti. Basti citare la migrazione dal centro verso le villette in periferia, e delle attività produttive verso i centri commerciali e gli Outlet. L’esagerato sviluppo, per un ventennio, degli sportelli bancari che hanno sostituito buona parte delle altre attività commerciali salvo poi, come sta accadendo, essere travolti dalle fusioni tra istituti e dall’home banking e lasciarci degli spazi vuoti. Sulla stessa linea, l’avvento dell’e-commerce, che diventerà sempre più diffuso e che anziché far ricadere i soldi del cliente sul territorio limitrofo, trasferisce ricchezza lontano da qui, spesso in altri Paesi. Abbiamo il dovere di mettere in campo tutte quelle politiche che possano riportare a un essenziale rilancio del centro urbano, cuore della città senza il quale il resto del corpo non vive.

Dobbiamo lavorare per riportare la residenza in centro. Ci sono segnali incoraggianti in questo senso. “Molte persone, non più giovani e sgravate del peso dei figli da far crescere”, aggiunge, “decidono di lasciare le villette di periferia, grandi ma difficili e onerose da gestire, per un appartamento in centro. Per questi residenti di ritorno il centro si deve riorganizzare anche con nuove attività commerciali, oltre che di servizi, per consentire una vita libera, pure dalla schiavitù dell’auto. Anche per questo possiamo allontanare le auto dal centro, così da migliorare la vivibilità e la voglia di frequentarlo”.

San Donà ha circa 42 mila abitanti. Progressivamente in centro sono venute a mancare da 2 a 3 mila persone.

Il Comune può promuovere eventi e iniziative, magari in collaborazione con le associazioni di categoria, ma questo è solo il primo passo. Il successivo è la collaborazione di tutti in un lavoro di squadra.

Giovanni Cagnassi