Riviera. Contributi per il Tornado? L’Agenzia delle Entrate è in ritardo di 288 giorni. E ora si mobilita anche il Senato.

I fondi tardano ad arrivare

 

É stata presentata il 13 ottobre scorso un’ interpellanza a nome dei senatori di FI e Pdl: Marco Marin, Giovanni Piccoli, Stefano Bertacco e Bartolomeo Amidei, al presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro dell’Economia e finanze.

Un’interpellanza fatta proprio in seguito alla denuncia fatta dal tributarista noalese Alberto De Franceschi che aveva studiato la questione.

“Con una precedente interrogazione con carattere d’urgenza (atto n. 3-02054) gli interroganti – si legge nell’interpellanza –  in riferimento ai fenomeni temporaleschi che hanno colpito il Veneto nel pomeriggio di mercoledì 8 luglio 2015, avevano chiesto interventi in favore dei cittadini e delle imprese fortemente danneggiati da tali eventi atmosferici”.

Ora, l’articolo 1 della legge 208/2015 (legge di stabilità 2016), nei commi da 422 a 428, prevede la concessione di contributi con le modalità del finanziamento agevolato sia ai soggetti privati che alle attività economiche e produttive e demanda a ordinanze adottate dal Capo del Dipartimento della protezione civile d’intesa con le regioni interessate e di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, le modalità attuative.

L’ordinanza del 16 agosto scorso, la numero 385, dispone che, in base a quanto previsto dalla legge n. 208/2015, il contributo effettivamente spettante viene riconosciuto, sotto forma di finanziamento, a cura dell’Istituto di credito convenzionato che sarà successivamente individuato dal titolare del contributo e comunicato al Comune.

“Tale finanziamento – si legge sempre nell’ordinanza – viene utilizzato dal beneficiario per i pagamenti alle imprese fornitrici o esecutrici degli interventi ancora da realizzare e/o a titolo di rimborso per le spese eventualmente già sostenute come risultanti all’esito dell’istruttoria della domanda; tali contributi in realtà sono veri e propri mutui; la misura del finanziamento agevolato con fruizione del credito d’imposta non è adeguata in quanto questa procedura comporta il pagamento di costi bancari e il rischio di insolvenza delle vittime e di conseguenza il rischio di non poter percepire il credito d’imposta. A ciò si aggiungono: il pagamento degli interessi e il rischio di pignoramento, a carico dei soggetti insolventi, delle somme di denaro che servirebbero a ricostruire la casa distrutta dall’evento calamitoso”.

Non solo, c’è di più.

“La verità è che a distanza di 288 giorni dalla legge – sentenzia De Franceschi – l’Agenzia delle Entrate che dovrebbe definire i parametri fiscali e tributari ancora non si è pronunciata. Questo ha indotto, grazie alla mancanza di informazione e all’assenza di trasparenza che sottostà a quel principio di democraticità che pretendiamo innalzare sul nostro Paese, a una rinuncia da
parte di chi aveva diritto a chiedere i soldi e per il timore di vedersi un mutuo di durata 25ennale, pensate ben 25 anni, non li ha chiesti.
Con tanto di false, illusorie e ingannevoli rassicurazioni da parte di chi ha voluto nascondere l’evidenza. Ci chiediamo cosa aspetti l’Agenzia delle Entrate a pronunciarsi. Che le case distrutte dal tornado marciscano ancora con l’inverno che avanza? Qualcuno è andato in Riviera del Brenta a vedere come sono presi? La gente teme di essere ancora presa per i fondelli e solo il 20% ha fatto domanda per ottenere i rimborsi. Se è garanzia questa. Ancora una volta a rimetterci saranno i cittadini, già tornadati e ancora di più devastati dal ritardo, incompetenza e incapacità delle persone”

“L’Agenzia delle Entrate infatti – ribadiscono i senatori – che dovrebbe definire i parametri fiscali e tributari, non si è ancora pronunciata”.

I senatori inoltre sollevano come il Consiglio dei Ministri abbia già approvato il decreto legge, non ancora pubblicato, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 e che nello stesso giorno in cui è stato approvato il decreto e in concomitanza con “il profuso impegno per la campagna referendaria, il Presidente del Consiglio si è recato ad Amatrice, a rivendicare le misure adottate ribadendo la vicinanza del Governo alla popolazione; tale attenzione – dicono –  non è stata dimostrata nei confronti della popolazione delle regione Veneto che , a oggi, con l’arrivo della stagione invernale, è ancora in attesa di norme chiare ed aiuti “concreti” per poter far fronte alle spese di ricostruzione delle proprie abitazioni e imprese danneggiate”.

I senatori quindi chiedono quali iniziative i ministri intendano adottare affinché vengano fissati i parametri fiscali e tributari per la concessione dei finanziamenti agevolati previsti per le popolazioni dei comuni della regione Veneto colpite dagli eventi calamitosi dell’8 luglio 2015, senza che questo comporti il pagamento di costi bancari e il rischio di insolvenza da parte dei soggetti coinvolti.