Rottamazione delle cartelle Equitalia

E’ stato prorogato il termine per presentare la richiesta di rottamazione delle cartelle Equitalia. Anzi, non solo. Di tutte le cartelle emesse anche da altri enti di riscossione. Ora la speranza è che i Comuni, che non si erano adeguati, si adeguino. E il monito arriva proprio dall’esperto tributarista di Noale, Alberto De Franceschi che invita i Comuni a seguire quanto indicato.

“Purtroppo le amministrazioni locali su questi temi pensano prima sempre alla cassa e poi poco al cittadino – commenta il tributarista esperto di Fisco Alberto De Franceschi – nei comuni del Miranese, tra cui Noale, si è deciso infatti di non concedere ai propri cittadini e aziende le agevolazioni previste da questa legge. In molti casi è stato comunicato con un avviso in altri neppure quello lasciando la cosa alla logica deduzione che così facendo non si aderisce e il cittadino è tenuto a cercare di capire questo atteggiamento concludente. Ciò induce a pensare – prosegue De Franceschi – che quanto è in Equitalia è rottamabile, mentre quanto non lo è, no”.
Ma ora i termini cambiano e le domande si possono presentare fino al 31 marzo 2017 e non più entro il 23 gennaio passato. Il modulo da usare è quello messo a disposizione da Equitalia. Sul modulo di adesione, i contribuenti, dopo essersi identificati, devono indicare le cartelle Equitalia e i carichi, per i quali chiedono la definizione agevolata: chi ha più di una cartella potrà decidere di aderire anche a una sola. Vanno poi definite la modalità di pagamento che possono essere: in unica soluzione o dilazionata fino a un massimo di cinque rate, con l’ultima a settembre 2018.
“Auspico che i Comuni si adeguino – invita De Franceschi – perché se l’ente che ha elevato il ruolo (il Comune, la Provincia o la Regione), a esempio per una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada, non si è avvalso della facoltà prevista dalla legge significa che l’esattore non può di suo concedere nulla. Se fosse ancora così, le amministrazioni hanno deciso di non favorire i propri cittadini e/o le aziende in difficoltà, ma di favorire così gli enti esattori. Lo scandalo infatti – prosegue De Franceschi – è che gli enti esattoriali perderebbero moltissimo nella rottamazione e invece, come ora accade, guadagnerebbero moltissimo nel non farla concedere. E infatti è così, i Comuni mirano solo a favorire questi enti esattoriali e incassano sulle violazioni non pagate nei tempi ordinari. In sostanza hanno tutto l’interesse a che i cittadini non paghino. Il guadagno poi – incalza – è interamente politico e delle lobbies che vogliono far crescere gli enti di riscossione”.

L.P.