Il Cittadino

Rovigo esaurisce le scorte di vaccino per l’influenza

ROVIGO – L’incidenza dell’influenza è stata bassa finora in Polesine e rispecchia l’andamento della stagione passata. Non va sottovalutata, però, visto che la precedente, stimata inizialmente di intensità media, si era rivelata una delle più pesanti, col picco massimo in Veneto nella quarta settimana del 2018. «Non è in previsione l’acquisto di nuovi vaccini – spiega la dottoressa Giovanna Casale, direttrice del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Ulss 5 – mentre stiamo dando altre dosi ad alcuni medici di base che hanno chiesto un rinforzo e ad altre Ulss che hanno finito le scorte».

Anche in alcune farmacie polesane è diventato difficile trovare le fialette del vaccino quadrivalente. Tuttavia, racconta il presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti, Alberto Melloncelli, «la sensazione è che finora il numero di persone vaccinate sia lo stesso dell’anno scorso. Le vendite corrispondono a quelle degli anni passati e non vedo numeri elevati di casi di influenza. I medici di base hanno quasi esaurito le dosi perché siamo alla fine della stagione vaccinale e anche in farmacia, in certi casi, ci sono delle difficoltà a trovarne».

L’Ulss 5 aveva ordinato lo stesso quantitativo di dosi della scorsa stagione (60mila), con una spesa di circa 300mila euro. Un anno fa la stagione era stata caratterizzata da un picco alto dell’influenza e così quest’anno, insieme a 2.500 dosi di vaccino Fluad specifiche per gli ospiti delle case di riposo, sono stati acquistati solo vaccini quadrivalenti: offrono una copertura più ampia e nel 2017 erano stati riservati ad alcune categorie “a rischio influenza”. «Non ci sono ancora previsioni sul picco di stagione: dipenderà anche dal tasso di copertura vaccinale, sul quale al momento non abbiamo dati concreti, perché arriveranno dai medici di base», precisa la dottoressa Casale. Proprio dai medici di Medicina generale era stato somministrato un anno fa il 95,8% delle dosi di vaccino in provincia.

La Direzione regionale Prevenzione ha diffuso il primo rapporto sull’influenza: per ogni classe d’età l’incidenza della malattia è più bassa (1,31 casi per mille residenti) rispetto alla media italiana (2,78). In Veneto la classe dai 15 ai 64 anni sta registrando un aumento graduale dei casi, che nell’ultima settimana sono arrivati a 1,72 ogni mille abitanti. «Quest’anno dovremmo raggiungere lo stesso obiettivo – prevede il dottor Mauro Monari della Medicina di gruppo integrata Commenda – la vaccinazione antinfluenzale può salvare la vita: ho 40 anni di esperienza medica e ho visto persone morire anche per complicanze gravi da influenza».

A.M.U.

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