San Donà, progetti di recupero dell’ex caserma

SAN DONA’. Ex caserma Tombolan Fava in Fiorentina, pronto uno studio di fattibilità per programmare il suo futuro. La Direzione Regionale Veneto dell’Agenzia del Demanio ha affidato alla società Abacus srl lo studio con due ipotesi di riuso.

Si parte dall’integrazione di più funzioni, oppure si individua come prevalente la funzione residenziale per over 65.

Il primo progetto ha un importo di circa 18 milioni di euro e un costo di gestione annuo di circa 200.000 euro. La seconda alternativa prevede un importo di circa 17 milioni di euro a fronte di un costo di gestione annuo di 280.000 euro circa.

La caserma è stata trasferita al Comune a titolo non oneroso nel 2016. C’è una clausola di salvaguardia di tre anni e, se entro il 12 ottobre 2019 il bene non fosse utilizzato dal Comune, tornerebbe al Demanio.

“Il recupero della Tombolan Fava”, spiega il sindaco, Andrea Cereser, “permette ai cittadini di compiere, tutti insieme, un’operazione di rigenerazione urbana unica nel suo genere, ovvero restituire alla città uno spazio che le è proprio, recuperandone la memoria storica e offrendo spazi e opportunità per le nostre associazioni, per i giovani e per attività innovative”.

“In entrambe le ipotesi”, prosegue il primo cittadino, “sono previsti spazi per negozi, servizi culturali – musicali, ospitalità alberghiera, ristorazione, sport e benessere, laboratori e attività formative. L’estesa superficie verde verrà potrà ospitare attività sportive e percorsi ciclabili per mountain bike e bici da strada, percorsi vita all’aperto, e anche attività come gli orti urbani”.

“Sarà conservata la memoria storica del luogo”, conclude, “valorizzando l’impronta planimetrica della piazza quale nucleo centrale di tutto l’insediamento, come al tempo delle sue funzioni militari, le altane di guardia presenti agli angoli dell’ex presidio militare, che rivestono una caratteristica strutturale e architettonica unica nel suo genere. Da evidenziare l’antico tracciato della via Annia, il cui percorso tagliava diagonalmente l’area della ex caserma, di cui oggi non esiste traccia”.

Giovanni Cagnassi