Il Cittadino

Sarajevo: studenti in gita per la pace

Un viaggio d’istruzione a Mostar e Sarajevo, tra alcuni dei luoghi che hanno visto tra i massacri più efferati. Tra i luoghi della guerra che ha insanguinato la Bosnia Erzegovina negli anni 90, teatro di violenze perpetrate tra popoli e culture diverse che si sono combattute per anni.

L’obiettivo era ricordare. Ripercorrere l’orrore per pensare un futuro di pace e convivenza.

Poche settimane fa 47, studenti del Liceo Majorana Corner di Mirano sono stati in gita in Bosnia ed Erzegovina, accompagnati dalle Acli provinciali di Venezia. Una vera e propria lezione di storia a cielo aperto. Un’occasione unica per riflettere sui grandi temi della pace, del dialogo e della convivenza tra culture e religioni diverse.

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Sarajevo: tra i luoghi della storia

“Dopo l’esperienzacon gli studenti dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre – spiega il presidente delle Acli veneziane Paolo Grigolato, che ha accompagnato personalmente i ragazzi -, è stato il secondo viaggio pilota del Progetto Mir Sutra. L’iniziativa che dall’anno scolastico 2019-2020 lanceremo a tutti gli istituti superiori della provincia di Venezia. Proporremo appunto l’organizzazione di viaggi d’istruzione a Sarajevo, per riflettere sui grandi temi che contraddistinguono la storia e il presente di questa città e che rappresentano una sfida per l’Europa tutta”.

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“Con i ragazzi – sottolinea Grigolato – abbiamo vissuto un doppio tour. Abbiamo iniziato con il tour della memoria nei luoghi che hanno fatto la storia non solo di Sarajevo, ma dell’intera Europa. Dal ponte dove venne assassinato l’arciduca Francesco Ferdinando, dando il via alla prima guerra mondiale, ai tanti posti simbolo della guerra degli anni Novanta. Il secondo tour è stato quello della riconciliazione. Che ci ha permesso di entrare nello spazio di una mattinata in una chiesa cattolica, una chiesa ortodossa, una moschea e una sinagoga. Un’opportunità che al mondo offrono solo Sarajevo e Gerusalemme”.

Incontri per un futuro di pace

Il tutto è stato arricchito da numerosi incontri e testimonianze, dai giovani di Youth for peace, associazione che riunisce ragazzi di tutte le etnie, agli studenti della Scuola interetnica per l’europa.

“Abbiamo infinitamente bisogno di parlare di pace – conclude Grigolato – soprattutto alle nuove generazioni così digiune di esperienze e testimonianze dirette della guerra. Abbiamo bisogno di educare i giovani al dialogo interetnico e interreligioso perché vivranno in un’Europa sempre più multiculutrale e che non ha alternative alla pace e alla convivenza”.

M.B

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