Sbaglia abbonamento, disabile multato sul bus

PADOVA Quando il controllore gli ha chiesto l’abbonamento del bus, lui ha preso quello sbagliato. Colto alla sprovvista, con difficoltà cognitive che lo attanagliano fin dalla nascita: non riesce, tra l’altro, a leggere velocemente, come tutti gli altri. E non è riuscito a leggere correttamente il mese riportato su uno dei tanti talloncini che aveva in tasca.
Una svista in apparenza banale, costata però una multa a un ragazzo disabile, originario del Marocco che tutte le mattine prende la corriera a Ponso per andare a scuola a Este, all’istituto Atestino. Lunedì mattina il ragazzo, che quest’anno pur compiendo diciotto anni affronterà l’esame di terza media, è salito a bordo insieme ai compagni, chiacchierando e scherzando con loro come fa di solito.

A spegnergli il sorriso è stato il controllore di Busitalia, a cui il ragazzo ha consegnato per errore l’abbonamento di marzo anziché quello di maggio, nella fretta di soddisfare la sua richiesta. Il controllore ha storto il naso e ha estratto la penna per compilare il verbale, senza prendersi la briga di dare un’occhiata agli altri tagliandi che il ragazzo aveva in tasca. Alcuni compagni di scuola, vedendo il loro amico in difficoltà, hanno tentato di spiegare al controllore i disagi di quel loro compagno, per loro speciale, che non era mai salito in corriera senza biglietto. Anzi, quando è accaduto che all’inizio del mese l’abbonamento non era stato rinnovato, la mamma e i fratelli preferivano tenere a casa il ragazzo per evitare sanzioni.

Ma il controllore non ha voluto sentire ragioni: ottanta euro di multa più il prezzo del biglietto, che si sarebbero ridotti a cinquanta se il conto fosse stato saldato entro cinque giorni. Il ragazzo marocchino ha incassato il colpo, senza riuscire a spiegare che lui gli abbonamenti in tasca ce li aveva tutti: da gennaio a maggio. I suoi compagni invece non hanno mandato giù la cosa. E una volta arrivati a scuola hanno raccontato quello che era accaduto su quel bus all’insegnante di sostegno che da quattro anni si occupa del ragazzo.

«Lui si vergognava a dirmi cos’era successo racconta l’insegnante ma io ho insistito chiedendogli di mostrarmi tutti i talloncini: aveva anche quello di maggio. Così ho chiamato l’ufficio reclami di Busitalia, spiegando che c’era stato un malinteso. Mi hanno risposto che per revocare la multa il ragazzo doveva portare di persona l’abbonamento agli uffici di Padova entro 10 giorni». Richiesta assurda: lui non poteva certo andare da solo in città e in famiglia nessuno poteva risolvere la faccenda: la madre infatti parla l’italiano a stento e deve badare al fratello minore, mentre i due fratelli maggiori, lavorando tutto il giorno, avrebbero dovuto chiedere un permesso. «A quel punto ho scritto un’email all’ufficio reclami prosegue il professore allegando l’abbonamento richiesto e spiegando la situazione del ragazzo». Le carte in regola facevano ben sperare che la vicenda si concludesse con l’annullamento della multa. «Invece non è stato così afferma amareggiato il professore la famiglia dovrà pagare comunque 5 euro come sanzione amministrativa. Penso sia ridicolo perché il ragazzo aveva con sé l’abbonamento, come poi abbiamo dimostrato inviando la scansione. Se non è riuscito a mostrarlo è perché ha delle difficoltà oggettive». Sia il professore che i compagni di scuola scuotono la testa: non sono tanto i cinque euro chiesti dall’azienda: certo le regole sono regole, riflettono. Ma sul quel bus qualcuno non ha obbedito ad una regola non scritta: quella del cuore e della sensibilità.

Giuliana Lucca