Scompare l’edicola aperta oltre un secolo fa

Non rispetta la distanza dal muro, bocciato il progetto di spostamento. I gestori: «Qui da 22 anni, che amarezza»

Padova – Dopo più di un secolo di presenza e 22 anni di attività degli attuali gestori, il 31 luglio chiuderà i battenti la storica edicola di via San Clemente, tra piazza della Frutta e piazza dei Signori. Il motivo? L’edicola non rispetta il regolamento che impone una distanza dal muro dello stabile di fronte di almeno 2 metri (è posizionato a un metro e mezzo). E questa è la ragione per cui il Comune, con il susseguirsi delle varie amministrazioni, negli anni non ha mai dato la concessione all’edicola. Nonostante mancasse questa concessione l’attività ha però sempre lavorato, pagando la tassa di occupazione del suolo pubblico, l’Imu, le spese e, quando c’era, anche la Tasi.

Ora però da qualche mese i funzionari di Palazzo Moroni hanno cominciato a farsi sentire. L’edicola non può più stare là. I titolari, Emanuela Meneghini e Giuliano Cappellari, hanno provato in tutti i modi a non chiudere ma purtroppo non ci sono riusciti: «Abbiamo presentato un progetto dove spostavamo il chiosco a due metri dallo stabile di fronte, non invadendo la strada ma arrivando in corrispondenza al portico. Dopo un rimpallo tra Sovrintendenza e Comune alla fine ci hanno detto di no».Settore Infrastrutture e Arredo, settore Edilizia Pubblica e settore Polizia Locale Servizio Mobilità hanno dato parere negativo: «Sia lo stato di fatto della posizione e del manufatto attuale che il progetto presentato dalla ditta interessata non sono sostenibili sotto il profilo estetico e di contesto. Il manufatto altera pesantemente la percezione estetica del contesto storico e urbanistico della piazza. L’ampliamento verso via San Clemente non è concepibile, seppur in allineamento con il colonnato, in quanto la proiezione di un’eventuale sporgenza ricadrebbe in carreggiata e in considerazione del cambio di inclinazione dell’asse stradale di raccordo tra piazza dei Frutti e via San Clemente».

Il Comune aveva proposto ai titolari dell’edicola di prendere in gestione quella di piazza delle Erbe. «È chiusa da due anni proprio perché faticava a lavorare. Sembrava volessero mandarci là a tutti i costi», commentano Emanuela e Giuliano. «Noi ormai ce ne andremo, abbiamo già preso un’altra edicola dove abitiamo, a Bastia di Rovolon, ma dopo tanti anni di lavoro ci siamo sentiti trattati malissimo. E poi ci dispiace lasciare un’edicola che lavorava e alla quale molti clienti erano affezionati».

A.R.