Si agli sbarchi e no al Decreto

In 500 a Venezia per protestare contro il Decreto Sicurezza

VENEZIA. Una protesta colorata e accorata che ha visto centinaia di cittadini e cittadine e decine di associazioni protagoniste di un pomeriggio all’insegna della solidarietà. La manifestazione, partita da Veneto Accogliente, è stata partecipatissima e ricca di manifesti, cartelloni, scritte e lumini che formavano la scritta Welcome Refugees.  Il messaggio è che il nuovo Decreto Sicurezza crea in realtà “insicurezza” trasformando 120 mila persone che sono in attesa di avere lo stato di rifugiati in “clandestini”.

Durante la manifestazione i cittadini hanno anche lanciato un appello al sindaco Brugnaro, quello di rivedere le sue posizioni, espresse in una sua lettera a favore di Salvini e contro i sindaci “ribelli”.

Ecco il comunicato della Rete 3 Ottobre che raccoglie oltre quaranta associazioni: “Il gruppo “3 ottobre Venezia, rete provinciale per città aperte” ha partecipato al presidio organizzato martedì 8 gennaio alle ore 17 davanti alla Prefettura di Campo San Maurizio a Venezia, contro il decreto sicurezza di Salvini, contro la lettera firmata dal sindaco Brugnaro, contro la chiusura dei porti. Per ribadire che Venezia è una città aperta e solidale e che il senso di umanità non può essere abrogato per legge. Soccorrere esseri umani che rischiano la vita è un dovere al di sopra di qualsiasi legge. La rete 3 ottobre appoggia l’appello dell’Asgi sull’illegittimità di quanto sta accadendo nel Mediterraneo dove “il diritto di sbarco in un porto sicuro viene posto in discussione in ogni singolo episodio di salvataggio”. Per noi, infatti, criminale è chi rifiuta di soccorrere chiudendo i porti e condannando a morte certa decine e decine di persone nello spregio delle leggi internazionali sui diritti umani”.

Allo stesso modo la Rete 3 ottobre esprime ferma opposizione nei confronti del sindaco Luigi Brugnaro, in quanto primo firmatario di una lettera indirizzata al Presidente dell’Anci in cui si condannano “alcuni Sindaci che hanno invitato alla disapplicazione del decreto sicurezza perché ritenuto “criminogeno e disumano”. Al contrario gli organizzatori appoggiano i “sindaci disobbedienti” che hanno scelto di non applicare l’articolo 13 del decreto di sicurezza. Questo articolo (vogliamo ricordarlo) impedisce di concedere la residenza ai richiedenti asilo in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Questa disposizione mette fortemente a rischio l’effettivo e pieno accesso ai servizi, in particolare quelli relativi a sanità e istruzione, sia per una probabile erronea pretesa dell’iscrizione all’anagrafe da parte degli enti pubblici, sia per una fruizione dei servizi incostituzionalmente limitata al solo luogo del domicilio.
Infine la Rete 3 ottobre spiega il perchè del nome: “Il 3 ottobre 2013 al largo della costa di Lampedusa morirono 368 persone, in uno dei più gravi incidenti marittimi del XXI secolo nel Mar Mediterraneo. Lo Stato italiano ha deciso di istituire la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, per rendere onore a loro e a tutti quei migranti che hanno perso la vita, durante il viaggio intrapreso alla ricerca di una esistenza migliore.
Il 3 ottobre 2018 alcune associazioni e molti cittadini e cittadine avevano organizzato un evento a Mestre in Piazzetta Coin per ricordare i morti in mare e al quale hanno partecipato centinaia di persone. Nel corso della serata alcuni giovani rifugiati e rifugiate hanno condiviso le loro esperienze di viaggio utilizzando diversi mezzi di espressione, dal teatro alla musica.
C.C.