Padre Giuseppe decano del Santo riceve il Sigillo di Padova dal sindaco

 

PADOVA. Martedì 26 giugno nella Sala dello Studio teologico della Basilica di Sant’Antonio, padre Giuseppe Ungaro, 99enne francescano del Convento del Santo molto amato dai padovani, ha ricevuto dalle mani del sindaco Sergio Giordani il “Sigillo della Città”.

Un riconoscimento che l’Amministrazione comunale ha voluto conferirgli per il suo impegno sociale a favore dei poveri e dei sofferenti delle nostre periferie. Nel 1972 padre Ungaro ha fondato a Padova l’Armadio del povero, una struttura di sostegno concreto attraverso la quale sono state aiutate in questi anni migliaia di famiglie italiane e straniere.

Nell’introdurre la cerimonia, padre Oliviero Svanera, rettore della Basilica del Santo, ha espresso la gioia per questo riconoscimento al confratello da parte di tutti i frati del Santo, dove padre Ungaro è di famiglia dal 1970: «La sua figura, con questa lunga barba bianca da antico patriarca, e la sua storia colpiscono sempre. Lui incarna l’insegnamento di sant’Antonio, ovvero quel “Vangelo e carità” che è diventato lo slogan del suo agire. Il suo zelo è un esempio per tutti, ha dedicato la sua vita all’annuncio della Parola. E ancora oggi, alle 4.30 del mattino è in basilica a pregare e ogni sera esce per predicare».
Il sindaco di Padova Sergio Giordani, consegnando il “Sigillo della Città” a padre Ungaro, ha posto l’accento sull’insegnamento che il frate dà con il suo impegno per le persone più fragili: «Quando l’ho conosciuta sono rimasto affascinato. In questo periodo dove siamo tutti in difficoltà dal punto di vista umano, lei ci ricorda che ognuno di noi può essere missionario nella sua terra, e che qui attorno a noi sono tante le persone che hanno bisogno del nostro aiuto. Ci dice che il bene si può fare con discrezione e umiltà, non perché la povertà debba essere nascosta come qualcosa di non decoroso, ma perché prima di tutto viene la dignità di chi vive sulla propria pelle questa condizione» .

Nel ringraziare il primo cittadino e l’intera città per questo riconoscimento, fra Giuseppe ha ricordato: «Sono in una situazione di pace. Primo perché lavoro sempre con sant’Antonio vicino, proprio con lui. Secondo perché la mia comunità al Santo mi sostiene in ogni momento. Terzo perché la mia associazione è aiutata da molte persone: i volontari che si impegnano dalla mattina alla sera per aiutare i bisognosi, l’Amministrazione che ci ospita in una sede comunale e la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che ci sostiene. Sono una persona molto felice».
Tuttora attivo nella comunità del Santo, oltre a occuparsi dell’Armadio del povero è anche assistente spirituale in carcere, e quotidianamente incontra famiglie in difficoltà e persone uscite di prigione.

Sara Zanferrari