Cade in bicicletta: Comune di Mirano condannato a risarcire

PIANIGA. E’ una situazione alquanto singolare, quella che ha coinvolto due sindaci del nostro territorio, Massimo Calzavara di Pianiga e Maria Rosa Pavanello di Mirano, l’uno in veste di avvocato, l’altra citata in aula come rappresentante del proprio Comune, in una causa di risarcimento intentata da un cittadino pianighese per un incidente occorsogli sul territorio miranese.

Il fatto risale ad agosto 2012, quando C.R. sta percorrendo in bicicletta la pista ciclopedonale di via Taglio Destro di Mirano e improvvisamente cade rovinosamente a terra a causa della scivolosità del manto stradale, dovuta alla presenza di bacche cadute dalle piante che si trovano lungo la pista.

C.R. si reca all’Ospedale di Dolo per le opportune cure mediche e successivamente si rivolge all’infortunistica Lino Minto di Pianiga che provvedeva a chiedere il risarcimento dei danni subiti al Comune di Mirano, il quale però disconosceva ogni responsabilità.

E’ così che l’infortunistica Lino Minto e C.R decidono di rivolgersi allo studio legale degli Avvocati Massimo Calzavara e Pier Giorgio Ometto, esperti in materia di risarcimenti danni ed il primo tra l’altro anche sindaco del comune di Pianiga, i quali citano in giudizio il Comune di Mirano, in persona del Sindaco pro tempore, affinché sia condannato al risarcimento dei danni subiti dal proprio cliente.

Arriviamo così al 22 gennaio 2018, quando il Tribunale di Venezia, con sentenza n. 168, respinge la tesi difensiva del Comune di Mirano, secondo la quale la caduta di R.C era avvenuta per un caso fortuito e pertanto nessuna responsabilità poteva essergli attribuita, ed accoglie invece in pieno le tesi degli avvocati Massimo Calzavara e Pier Giorgio Ometto, ravvisando dunque nella fattispecie la responsabilità del Comune di Mirano ai sensi dell’art 2051 c.c, per danni derivanti da cose in custodia.

Il Tribunale ha infatti ritenuto che la presenza di bacche sulla strada, pur costituendo un fattore estrinseco, era un elemento conosciuto, o quantomeno conoscibile, dall’amministrazione comunale, la quale aveva pertanto l’onere di provvedere alla sua segnalazione ed eliminazione e per tali ragioni inidonea ad integrare il caso fortuito.

Con tale sentenza il Tribunale ha così condannato il comune di Mirano a risarcire a R.C. la somma di 14.705,86 euro, oltre interessi legali per i danni subiti, al rimborso delle spese per la consulenza tecnica d’ufficio e di parte, nonché al rimborso di oltre 5.000,00 euro per spese di lite.

Sara Zanferrari