‘Siora Amelia? E perché no?’

«Siora Amelia? E perché no? In fin dei conti solo partendo dal passato e dalla tradizione si può puntare al futuro e all’innovazione». Inizia così l’intervista rilasciata da Fabio Quadrelli, insieme al socio Aldo Preo presidente della Motor Sport di Via Orlanda che hanno investito sul gruppo storico che rilevò l’Amelia dopo il fallimento.

Una sfida o la voglia di riportare il famoso ristorante ai fasti di alcuni decenni fa? «Entrambe le cose. Questa è una storia che comincia nel 1925 ed ecco perché ci sembrava giusto restituirle il nome della persona da cui il “vecchio” Boscarato l’aveva rilevata, la “Siora Amelia” appunto».

Ma cosa cambierà ora che Fabio Quadrelli e Aldo Preo sono entrati in gioco? «Manterremo sia la trattoria che l’osteria e gli amanti della famosa Trattoria all’Amelia non si preoccupino, perché qui da noi troveranno sempre il loro menù tradizionale a base di pesce con ricette della gastronomia veneziana. La novità sta nella parte davanti, adesso sotto lavori di ristrutturazione come tutto il locale, che diventerà un cocktail bar con prezzi più accessibili ma sempre con i ciccheti veneziani e le altre specialità ma con un occhio di riguardo a chi non mangia pesce o carne come i vegetariani o i vegani e poi spazio allo street food e agli aperitivi».


A questo punto viene da chiedersi cosa bolle in pentola.
«Di sorprese ce ne saranno parecchie a cominciare dal fatto che ancora non sappiamo quando inaugureremo ma intanto stiamo recuperando il giardino interno e riallestendo la saletta interna affinché diventi una sala convegni per eventi aziendali e il quadro che ha reso celebre l’Amelia verrà spostato all’ingresso pronto ad accogliere gli avventori dei 60 coperti che hanno reso celebre il ristorante». Ma Quadrelli mira più in alto. «Intanto vogliamo inaugurare le serate del “Giovedì d’autore” in cui uniremo gastronomia e cultura. Inviteremo artisti, scrittori, sportivi, personaggi di cultura pronti a confrontarsi con i mestrini e con i nostri piatti. Ma non rinunciamo al sogno di rifare la Tavola all’Autore e il Premio all’Amelia; quei riconoscimenti che hanno reso celebre questo ristorante in tutta Italia».

Ma qualcosa cambierà? «Si, ma solo in parte perché vorremmo ricostruire una nuova giuria puntando sulla nuova generazione di quarantenni magari guidati da due o tre degli ex presidenti per dare continuità e futuro al tempo stesso alla tradizione. Sarà bello vedere il quadro arricchirsi di nuovi volti e vorremmo riuscirci sin da quest’anno».

Un ristorante che, come l’Araba Fenice, rinascerà dalle ceneri riaprendo nella stessa posizione dove nel  1925 c’era solo un’osteria-trattoria da stallazzo.

Il nuovo format punta a far diventare “Siora Amelia” un contenitore di cultura, arte e musica, oltre che restituire a Mestre un punto di ritrovo per la città. Obiettivi ambiziosi, un nome storico, un concept innovativo. Le basi ci sono tutte ma i sogni diverranno realtà? Basterà avere pazienza e la curiosità di provare.

«Magari già ad aprile se tutto andrà secondo i piani» si lascia scappare Quadrelli sottovoce. Vuoi vedere che dopo la Piazza e lo stadio Baracca, Mestre si prepara a scrivere un’altra pagina della sua storia?

Gian Nicola Pittalis