Spinea: a 70 anni vive tra topi e sporcizia

A volte non li vediamo nemmeno, presi come siamo dalla frenesia della nostra quotidianità. Altre volte li vediamo, ma facciamo finta di niente. Se incrociano il nostro sguardo, capita che alcuni provino addirittura un senso di disgusto e repulsione. Sono i clochard, se vogliamo utilizzare un’espressione francese che suona particolarmente delicata. Barboni vengono chiamati in Italia. Termine che, solo alla pronuncia, esprime una durezza che spesso indirizziamo nei loro confronti.

Ma perché facciamo così spesso finta di non vederli? Perché molti di noi sono quasi spaventati e inorriditi dalla loro presenza? Forse perché sono persone che vivono all’aria aperta, che spesso hanno difficoltà a lavarsi e che indossano indumenti vecchi e cadenti. Se non ci accontentiamo di risposte semplici e confezionate, potremmo azzardare che queste persone ci esibiscono cosa potremmo diventare anche noi qualora la vita ci riservasse qualche tragedia. E per questo preferiamo non averli davanti agli occhi. Alcuni di loro hanno perso il lavoro o la famiglia e, sentendosi cadere il mondo addosso, si sono abbandonati al mondo, andando a vivere per la strada.

Se si affronta il tema dei senzatetto, la parola usata più frequentemente è “degrado”. I barboni rovinerebbero le nostre bellissime strade e città con la loro presenza. E spesso sarebbero pericolosi: potrebbero rubare o assalirci. Di barboni che rubano o assaliscono ne ho visti veramente pochi. In realtà sono spesso persone fragili, a cui la vita ha riservato un destino avverso. Alcuni (proprio come le persone che hanno la fortuna di avere una casa) sono gentili e riescono a farsi volere bene.

E’ il caso del “Bulgaro”, chiamato così per via del suo supposto paese d’origine.

Il Bulgaro lo conoscono tutti a Spinea: abita in uno stabile fatiscente in via della Costituzione. La costruzione è abbandonata a se stessa, piena di topi e a continuo rischio di crolli. Sono otto anni che il Bulgaro vive lì. La cittadinanza ha imparato a conoscerlo in questi anni, e ha scoperto una persona mansueta, gentile. Si dice che sia finito a vivere così in seguito a problemi familiari. Si dice, ma la vera storia nessuno la conosce. Ciò che è certo è che i servizi sociali hanno più volte cercato di toglierlo dalla strada, ma il bulgaro ha sempre preferito tornare nella sua dimora. Da qualche tempo, chi lo conosce meglio è molto preoccupato: le condizioni di salute del Bulgaro sono peggiorate drasticamente e, per un uomo di settant’anni, vivere in quelle condizioni non aiuta.

Chi lo conosce dice che negli ultimi tempi ripete di voler tornare in Bulgaria, la sua vera casa. In molti a Spinea si sono accorti del peggioramento di salute del Bulgaro e hanno deciso di mobilizzarsi per aiutarlo. «Aiutiamolo nella maniera migliore, è una persona che lo merita» ripetono molti cittadini che hanno lanciato un appello al Comune affinché faccia qualcosa per aiutare il senzatetto a cui tutti vogliono bene.

Matteo Riberto