Sposato in prima linea a Padova

Continuano gli incontri istituzionali del candidato Sindaco alle prossime elezioni comunali di Padova Luigi Sposato.

Lunedì mattina nella sede della Cgil di Padova, il Presidente di Eurointerim, ha incontrato il segretario generale della confederazione sindacale Christian Ferrari. Durante il colloquio, sono emerse alcune situazioni di notevole criticità dal punto di vista dell’occupazione, in primis la situazione dell’Artoni Trasporti S.p.A per la mancata acquisizione della Società Fermac. Il gruppo è da mesi in crisi finanziaria: la svolta doveva arrivare con la vendita, per 60 milioni di euro, al gruppo Fercam, colosso della logistica con base a Bolzano, ma l’affare è saltato quando si è interrotta la trattativa con i sindacati sugli esuberi di personale. “Sul piatto ci sono 3500 lavoratori che rischiano il posto di lavoro spiega Christian Ferrari. La speranza che ci auguriamo come Sindacato è che i lavoratori non siano licenziati, anche se si trovano in un pericoloso limbo: non riscuotono lo stipendio e non sanno cosa accadrà al loro posto di lavoro. Famiglie che non hanno neppure ammortizzatore sociale. Chiederemo la garanzia del mantenimento dei posti di lavoro e di prospettive per il futuro dei lavoratori. Luigi Sposato, di riflesso, continua ad evidenziare l’importanza della tutela del lavoro, il piatto “forte” della sua campagna elettorale.

“Il dato che più evidenzia la “stasi” della nostra economia e del lavoro è l’immobilità del tasso di occupazione giovanile spiega Sposato. Tre sono le criticità forti su cui bisogna puntare per arginare il fenomeno della disoccupazione: il disagio occupazionale degli under 50, la cronica debolezza dell’occupazione femminile e la graduale risalita del lavoro temporaneo su quello stabile. Insomma conclude Sposato, ogni azione e scelta economica dovrebbe coniugare politiche di sostegno allo sviluppo produttivo e buone regole che evitino l’abuso di lavori deboli, sottopagati e scarsamente tutelati”. Partecipato e ricco di interventi l’incontro che si è tenuto nella serata di lunedi alla Caffetteria “Antico Forno”, a Brusegana, dove il candidato alla poltrona di primo cittadino della città di Padova Luigi Sposato, titolare di Eurointerim, con un linguaggio diretto, semplice e concreto, ha parlato di quello che a suo giudizio rappresenta l’emergenza di Padova e provincia, ossia la situazione dell’accoglienza dei profughi, arrivata ormai allo stremo.

“Padova non può sopportare il flusso continuo di arrivi a lungo spiega Sposato, serve un piano diverso da parte del Governo, che si deve concentrare a mio giudizio sulla modalità di prima accoglienza. Il secondo punto è «la disponibilità di spazi – ha detto il candidato sindaco – perché ci sono: se andiamo a vedere quante sono le caserme dismesse nel nostro territorio gli spazi ci sono, ma ci vuole una precisa volontà di utilizzarle senza creare disturbo eccessivo ai cittadini e dando a chi ha bisogno uno spazio adeguato». Il riferimento, non troppo velato, è per esempio la Caserma Romagnoli a Chiesanuova, che il Comune puntava a trasformare in centro di accoglienza e che il ministero ha rifiutato. Ricordiamo che Padova è la città veneta che detiene il più alto numero di richiedenti asilo, nonostante la forte resistenza politica e sociale nei confronti di questo fenomeno”. Certo, non possiamo accogliere tutti e su quest’aspetto sono d’accordo.

Ma se è vero che in ambito nazionale non possiamo risolvere il problema dell’accoglienza, è altrettanto vero che a livello locale possiamo governare il problema, costruendo un dialogo tra Prefettura e Comune. Durante l’animato dibattito scaturito con la cittadinanza di Brusegana, si è parlato anche del “famigerato” problema dell’Ospedale nuovo, la mancata infrastruttura cittadina la cui realizzazione è, invece, di vitale importanza per lo sviluppo economico del territorio, di un’Amministrazione trasparente e di un’azione politica in totale discontinuità con il passato. La politica intesa come servizio, motivo per il quale da sindaco, Sposato si toglierebbe immediatamente come primo atto lo stipendio.

Giancarlo Noviello