Treviso in crescita

Nel rendiconto 2016 meno debiti e più programmazione

“Il rendiconto 2016 dimostra come la gestione delle risorse sia avvenuta secondo i principi che guidano il nostro mandato amministrativo: ovvero priorità al sociale, migliore capacità di programmazione, gestione virtuosa delle risorse, più valore a nostri studenti, i trevigiani di domani, lo sviluppo e la tutela dei beni culturali”.
Con queste parole il sindaco di Treviso Giovanni Manildo ha presentato il bilancio consuntivo del 2016 insieme all’assessore competente Alessandra Gazzola.
L’avanzo di amministrazione di competenza si è ridotto via via negli anni passando da piu’ di 16 milioni di euro nel 2015 a poco più di 14 milioni nel 2016. “Il che dimostra una sempre maggior capacità di programmazione e una maggiore efficienza nella spesa – sottolinea l’assessore Gazzola – Lo stesso si può dire per l’andamento del Fondo Pluriennale Vincolato che dimostra, per il 2016, un’accelerazione nel “consumo” delle risorse che derivano dagli esercizi precedenti”.
Sul fronte delle entrate a fare la parte del leone sono soprattutto i tributi e le entrate extratributarie (di cui fanno parte anche le sanzioni del codice della strada. Per quest’ultima voce si parla di oltre 6 milioni e mezzo di euro di accertato nel 2016). “Nonostante la riduzione dei trasferimenti statali, le entrate di natura tributaria sono state addirittura maggiori rispetto alle previsioni. Questo perché per effetto della legge di stabilità i rimborsi di IMU e TASI arrivati dallo Stato al Comune sono stati maggiori – fa sapere l’assessore che aggiunge – Rispetto agli anni della Lega, come confermano i numeri , l’amministrazione comunale dispone, dal punto di vista delle spese correnti, di circa 7 milioni di euro in meno, un decimo del totale. Nonostante questo, possiamo affermare con orgoglio, di avere mantenuto invariato il numero e il livello dei servizi offerti ai cittadini”.
In particolare i numeri presentati questa mattina dimostrano come l’amministrazione guidata dal sindaco Manildo abbia mantenuto e rispettato l’impegno preso nei confronti delle fasce più deboli della cittadinanza, valorizzando quindi le iniziative destinate al sociale. In primis per quanto riguarda gli alloggi popolari.
Sempre sul fronte delle spese correnti oltre ai 4milioni di euro all’anno per il diritto allo studio e ai 2 milioni per la valorizzazione dei beni culturali spicca l’aumento della spesa per il minimo vitale che passa da 380mila euro nel 2010 a oltre 450mila nel 2016. Anche le spese per investimenti confermano ancora una volta l’attenzione ai beni culturali, circa 4 milioni all’anno negli anni del mandato Manildo per il diritto
all’istruzione (ovvero interventi di ristrutturazione delle scuole) che passa da poco più di 250mila euro nel 2010 a oltre 1milione e 400mila euro nel 2015.
“Infine siamo stati capaci di razionalizzare la spesa per il personale che passa da oltre 18milioni nel 2014 a poco meno di 17milioni e mezzo nel 2016. Salta infine all’occhio la riduzione della spesa per indebitamento che passa da oltre 81milioni di euro nel 2010 ai 38milioni del 2016. Un vero e proprio fardello sulle spalle dei cittadini, ereditato dal passato e ora, a seguito del nostro arrivo, notevolmente ridotto”, chiude Gazzola.

Matteo Venturini