Truffe on line come difendersi

L'avvocato Alessandro Cavallaro spiega come proteggersi

Il Codice del Consumo prevede, per i contratti a distanza (compresi quindi quelli effettuati tramite internet), un termine perentorio di trenta giorni entro cui il venditore, è tenuto ad eseguire l’ordinazione. Il termine inizia a decorrere dal momento in cui il professionista ha trasmesso l’ordine. Si tratta di un termine comunque liberamente derogabile dalle parti.

In caso di mancata esecuzione dell’ordine entro il termine di 30 giorni (o di quello diversamente pattuito), il venditore è tenuto ad informare il consumatore provvedendo al rimborso delle somme da questi già eventualmente corrisposte.

Trascorso inutilmente tale termine, il venditore può considerarsi inadempiente, con la conseguenza che il Consumatore potrà dichiarare la risoluzione del contratto per inadempimento e sarà eventualmente legittimato ad agire per il risarcimento dei danni. Preferibilmente con l’assistenza di un legale specializzato in materia, Il primo passo da compiere in tali casi, consiste nell’inviare una formale comunicazione, con raccomandata a.r., con cui dichiarare la risoluzione del contratto e intimare il rimborso delle somme indebitamente trattenute.

Qualora entro il termine ulteriormente concessogli, il venditore non adempia all’obbligo di rimborso (compresi eventuali oneri accessori come risarcimento danni, spese legali, ecc), conviene fin da subito mettere da parte i miti propositi e azionare i rimedi legali a disposizione. A fronte della generica e spesso ingiustificata sfiducia nei rimedi di giustizia, qualora siano state prese fin da principio tutte le opportune precauzioni (comprese quelle innanzi illustrate), un ricorso per decreto ingiuntivo può consentire entro tempi rapidi e anticipando spese ridotte, di tornare in possesso delle somme pagate. A patto di avere tutte le carte in regola, non deve preoccupare il ricorso alle vie legali anche per recuperare crediti di modesto importo. È tuttavia condizione imprescindibile aver conservato tutta la documentazione che nel suo evolversi ha scandito le diverse fasi del rapporto di compravedita, dalla email contenti la conferma dell’ordine, fino agli estratti conto attestanti il pagamento, compresa ogni comunicazione inviata dal venditore. La giurisprudenza ha in questi ultimi tempi compiuto passi da gigante e sono sempre più i Tribunali disposti a riconoscere il valore di prova scritta anche alle semplici email.

Nei casi più gravi, penalmente rilevanti, non va inoltre trascurata l’ipotesi di effettuare una denuncia alle forze dell’ordine, non solo per lo specifico scopo di veder riconosciuti i propri diritti ma anche per il dovere civico di contribuire alla prevenzione e repressione di reati. Più spesso di quanto si possa immaginare, le truffe on line non sono compiute da organizzazioni criminali o da grandi esperti dell’imbroglio: generalmente si tratta di privati cittadini che, con qualche inserzione o qualche sito improvvisato riescono ad attrarre in poco tempo centinaia di acquirenti. Questi soggetti non hanno chiaramente alcun interesse ad attrarre l’attenzione delle forze dell’ordine, e sanno di non poter affrontare le conseguenze legali dei propri misfatti. Proprio per questo, si limitano a truffare quegli acquirenti che resteranno inerti nella speranzosa attesa di ricevere prima o poi i prodotti pagati (e sono purtroppo la maggior parte!).  Rassegnarsi e aspettare qualche miracolo è, quindi, il primo errore da non commettere. È opportuno, al contrario, attivarsi immediatamente per intimare al venditore l’immediata consegna o risoluzione del contratto.

Spesso una diffida è sufficiente a recuperare integralmente l’importo speso, risparmiando ulteriori costi legali e inutili attese.
La diffida potrà essere redatta anche di proprio pugno dalla persona truffata, ma prevedibilmente sortirà migliori effetti se risulterà provenire da un’associazione di consumatori o almeno da un Avvocato. La diffida consiste in una vera e propria intimazione di pagamento, in cui sarà brevemente illustrato quanto accaduto e sarà ingiunto alla controparte di ottemperare alla restituzione dell’importo indebitamente ricevuto e trattenuto, con l’avvertimento che, in caso di inadempimento, saranno adite le vie giudiziarie.

Avvocato Alessandro Cavallaro