Un colloquio “stellare”

Come ottimizzare il colloquio di selezione

In una situazione come il colloquio di selezione anche il più esperto può “toppare”, facendo fatica a far emergere tutto il suo potenziale. Questo a causa dell’emotività del momento e del fatto che il processo di selezione è basato sulla comunicazione qui ed ora, e di conseguenza decisamente suscettibile ad ogni fonte di disturbo.
Quale tecnica quindi utilizzare per evitare di perdere tasselli fondamentali del mosaico che vogliamo presentare all’intervistatore?

Nel titolo la risposta. Difatti uno dei più efficaci metodi, usato perfino dai selezionatori, è lo STAR, acronimo di Situation, Task, Action, Result, comodo e pratico per strutturare la descrizione delle nostre esperienze. Entriamo nel dettaglio:

Situation, significa essere ben specifici nel descrivere situazioni nelle quali si era abituati ad operare (per esempio emergenza, ripetitività, responsabilità, ecc.), di modo da fornire un quadro chiaro di ciò che “non ci spaventa”;

Task, quali erano gli obiettivi che dovevamo raggiungere o i compiti che dovevamo portare a termine nella situaton;

Action, ovvero le decisioni prese in autonomia o in sinergia con altri colleghi;

Result, cosa è stato portato a casa e, meglio, come si è stati in grado di fare la differenza.

Attraverso la traccia che la nostra “buona stella” ci suggerisce potremo fornire tutte le informazioni delle quali un selezionatore (preparato ad ottenerle o meno), ha bisogno per valutare in modo obiettivo il nostro profilo, non lasciando quindi ad arbitrarie percezioni personali le sorti del nostro colloquio.

Marco Garbin