Un cuore che batte per il Porto

Antonio Velleca, vicepresidente dell'associazione lancia un appello contro i portabagagli abusivi

A disposizione “per trovare una soluzione alla piaga dell’abusivismo” e della “mancata regolamentazione del servizio portabagagli”: la categoria dei porter veneziani riuniti nell’associazione “Portabagagli Venezia” nata nell’aprile del 2015, riunendo i 250 operatori delle cooperative Trasbagagli, Venezia 1907 e Portabagagli del Porto di Venezia, con circa 5 milioni di bagagli movimentati all’anno, si fa avanti e, per voce del vicepresidente dell’associazione Antonio Velleca, lancia un appello affinché sia riempito il vuoto normativo che ancora permane sul tema.

“Ogni giorno i nostri operatori e molti turisti vengono minacciati da strani personaggi che vantano diritti inesistenti. Non sempre forniscono un servizio, il più delle volte è una vera e propria estorsione. Non vogliamo per le nostre cooperative una posizione monopolistica, – aggiunge Velleca – ma non è possibile continuare su questa linea con sempre più operatori abusivi o non regolamentati. Una volta esisteva una commissione prefettizia per identificare i requisiti tecnici, di fedina penale ed economici dei soggetti che volevano operare in questo contesto. Ora basta presentare una denuncia di inizio attività artigianale di portabagagli in prefettura. Non ci sono limiti numerici, né specifici requisiti richiesti e difficilmente, post rilascio, si possono portare a compimento le verifiche sulle denunce presentate. Nessuno ad oggi sa dire esattamente quanti siano questi portabagagli non regolamentati.”

Dove si verificano i problemi più gravi? “Le preoccupazioni principali riguardano il piazzale antistante la stazione Santa Lucia, palcoscenico di diversi episodi di violenza e degrado anche filmati dagli operatori dell’associazione e più volte finiti sulle pagine di cronaca dei quotidiani locali”.

Possibile che nessuno faccia nulla? Troppi costi? “Alcune soluzioni sembrerebbero davvero alla portata di mano, come il rispetto dell’ordinanza tuttora in vigore che vieta il passaggio con i carrelli di bagagli sul Ponte di Calatrava”.

È un grave danno per Venezia. Ma anche per il turismo. “Innanzitutto, una questione di sicurezza, ma con ripercussioni serie legate all’immagine che vogliamo dare di Venezia nel mondo e alla qualità del servizio e qui, lo sappiamo, dipende da noi. Abbiamo pensato di creare un brand unico per i servizi di trasporto bagaglio per mettere in rete le principali porte di accesso della città: terminal crociere, aeroporto, stazione Santa Lucia, piazzale Roma, Tronchetto e gli hotel del centro storico, delle isole e della terraferma. Lo abbiamo chiamato Easy Luggage, Easy Venice, proprio per rendere il più agevole possibile il soggiorno nella nostra città per i tanti visitatori che scelgono Venezia non solo per una breve vacanza, ma per realizzare un sogno che hanno coltivato per anni. Venezia non può continuare a deluderli. Abbiamo presentato la nostra idea ai consiglieri comunali e adesso stiamo sviluppando il progetto con cartellonistica e materiale informativo adeguato, ma soprattutto formando sempre di più i nostri operatori”.

Gian Nicola Pittalis