Usl Euganea, arrivano 120 assunzioni

Dopo la Cisl, anche Cgil e Uil in stato di agitazione: sul tavolo la riorganizzazione amministrativa e i fondi contrattuali

Cgil e Uil bacchettano la fuga in solitaria della Cisl che ha dichiarato lo stato di agitazione del personale dell’Usl 6 Euganea senza concordare una linea comune. Ma l’appunto passa in fretta, dato che in primo piano resta il forte disagio dei 6437 dipendenti, fra infermieri, operatori socio-sanitari, amministrativi e tecnici. Disagio a cui, intanto, l’Usl risponde annunciando l’assunzione nel primo semestre dell’anno di 120 lavoratori. Ma la protesta è tutt’altro che rientrata. Cgil e Uil, infatti, hanno a loro volta dichiarato lo stato di agitazione, tant’è che martedì prossimo tutte e tre le rappresentanze sindacali sono state convocate dal prefetto Renato Franceschelli.

All’appuntamento non dovrà mancare la Direzione dell’Euganea. E non dovranno mancare le risposte alle questioni sulle quali il sindacato da mesi incalza il dg Domenico Scibetta. Ma partiamo dalle buone notizie: il direttore sanitario Patrizia Benini ha annunciato l’assunzione in pianta stabile di 55 infermieri, 29 operatori socio-sanitari, due logopediste, quattro ostetriche, quattro assistenti sanitarie, tre fisioterapisti, quattro tecnici di radiologia, un ortottista, due educatori professionali e due tecnici di laboratorio. A queste si aggiungono altre assunzioni a tempo determinato, cosiddette “supplenze”, per sopperire a maternità e malattie lunghe: arrivano quindi due ostetriche, un fisioterapista, due infermieri, undici operatori socio-sanitari e due tecnici.

«La carenza di personale di comparto» rilevano Stefano Tognazzo della Uil e Sara Tommasin della Cgil, «resta uno dei principali problemi ma non certo l’unico: le assunzioni annunciate sono una boccata di ossigeno ma restiamo sempre con l’acqua alla gola. Il personale in arrivo, infatti, copre a malapena il turn over dei pensionamenti, ma resta la carenza cronica di organico».Cgil e Uil puntano i riflettori sull’organizzazione amministrativa dell’Euganea: «Sarebbe meglio definirla disorganizzazione» appuntano Tognazzo e Tommasin, «dato che a un anno e mezzo dalla nascita dell’Usl provinciale si naviga a vista. In amministrazione mancano 120 addetti a cui se ne aggiungo altri venti che sono stati trasferiti nell’Azienda Zero. E altri li seguiranno.

Dopo la folle proposta iniziale della Direzione di concentrare tutta l’attività amministrativa in via Scrovegni, “deportando” tutto il personale dalle sedi periferiche – da Schiavonia a Cittadella – non abbiamo visto alcun piano di riorganizzazione. Ci sono uffici totalmente scoperti di personale e dipendenti costretti a seguire a scavalco più sedi e più ambiti. Il disagio a cascata è enorme». Sul tavolo del Prefetto anche il nodo dei fondi contrattuali: «Devono ancora essere stabilite le indennità che nelle tre Usl di provenienza erano diversificate: oggi il personale della stessa azienda ha trattamenti economici diversi, non è accettabile. E non è accettabile che questi fondi non siano definiti, che non si conosca il monte speso e il residuo per fare una valutazione accorta su come poter intervenire».

La partita dei sindacati, fughe in avanti incluse, si gioca in un momento particolare: fra dieci giorni (il 17, 18 e 19 aprile) si terranno le votazioni delle Rsu e la caccia ai voti per eleggere quanti più delegati (sono 60 in tutto) è aperta. «Come già fatto in Azienda ospedaliera, anche in Usl lo stato di agitazione poteva essere dichiarato all’unanimità» chiudono Cgil e Uil, «perché in un momento particolarmente complessi e difficile solo l’unità sindacale può portare a un risultato».

Giuliana Lucca