Veneto Banca, Consoli multato

La Consob all'attacco, in arrivo una multa da 4,6 milioni

Sono oltre 30 tra ex amministratori, sindaci e manager di Veneto Banca quelli che riceveranno una multa parti a 4,6 milioni da pagare. Nello specifico le sanzioni riguardano i consigli presieduti da Flavio Trinca e da Francesco Favotto.

La sanzione più alta è per l’allora direttore generale Vincenzo Consoli: 300.000 euro. Le contestazioni della Consob si riferiscono al collocamento dell’aumento di capitale da 500 milioni svoltosi nel 2014. Oltre a questo si sommano le presunte irregolarità registrate nei finanziamenti concessi a fronte di acquisti di azioni, la gestione del mercato dei titoli, con le procedure che hanno portato alcuni soci ad essere scavalcati nella vendita.

Queste risultanze sono emerse all’inizio del 2015, dopo un’ispezione della Bce presso gli uffici della sede di Montebelluna e controllate. Ora gli interessati potranno inviare le controdeduzioni entro la fine del mese, contro le sanzioni è poi possibile ricorrere.

Nel frattempo è stata resa nota la data di presentazione dell’iniziativa “Ricorso Day”, organizzata dal Movimento 5 Stelle veneto. Sabato 21 gennaio verrà presentata a Castelfranco Veneto dal vice presidente della Camera Luigi Di Maio l’azione legale per tutelare i risparmiatori delle ex popolari venete presso Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Presenti all’incontro anche l’europarlamentare trevigiano David Borrelli e il senatore di Treviso Gianni Girotto. Lo scopo dell’iniziativa è raccogliere adesioni di azionisti e risparmiatori, al fine di ottenere in sede giuridica il rimborso totale per i danni subiti dal dissesto di queste due banche.

«Altro che il 15% proposto dagli istituti di credito» ha commentato l’eurodeputato David Borrelli. «Questa è una elemosina per chi ha perso quasi il 100% dei risparmi di una vita. Il ricorso sarà totalmente gratuito. Le spese, infatti, saranno interamente coperte dai risparmi degli stipendi dei parlamentari regionali veneti».

L’incarico dell’azione legale è stato affidato agli avvocati Sergio Calvetti di Treviso (che difende 4mila risparmiatori e azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza) e Salvatore Patti, dello studio omonimo, ordinario di diritto privato alla Università La Sapienza.
Intanto proseguono i lavori del nuovo piano industriale per la fusione tra i due istituti controllati da Atlante. La prima scadenza importante per il futuro di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dovrebbe essere il prossimo 19 gennaio, quando si riunirà il cda della popolare vicentina per esaminare la prima bozza del piano industriale varata dal nuovo ceo Fabrizio Viola. A breve dovrebbe riunirsi anche il cda di Veneto Banca. L’aspettativa di Viola, manager anche di Veneto Banca, sarebbe quella di arrivare all’approvazione definitiva dei rispettivi piani entro il 21 febbraio.

(n.s)