Vicenza e AC Mestre. Un derby già iniziato, almeno negli abbonamenti

Ai costi stratosferici del VIcenza si contrappone l'abbonamento "Fai da te" del Mestre

Può apparire strano, eppure nella stessa serie (Serie C) c’è chi, gloriosa retrocessa pensa di vivere ancora i fasti della Serie A e adegua i suoi tagliandi a livelli di terzo anello di San Siro e chi, invece, con molto umiltà, giocherà sempre fuori casa e cerca di aiutare i propri tifosi (certamente meno numerosi della grande decaduta) con un abbonamento a dir poco innovativo. Stiamo parlando del Vicenza e dell’AC Mestre.

I tifosi vicentini sono sempre stati essenziali nell’atmosfera di una partita, diventando spesso il dodicesimo uomo in campo. Scotta ancora l’amara retrocessione per la società biancorossa di via Schio, per un campionato condotto sempre al di sotto delle proprie potenzialità, nonostante un organico di squadra in grado di potersi salvare, anche nell’ultima giornata di Serie B. Invece è arrivato il verdetto della retrocessione che riporta la nobile provinciale nella terza Serie. Ora oltre alla retrocessione si aggiunge anche la beffa.

Negli ultimi giorni ci sono state varie proteste di associazioni di tifosi per i prezzi sempre più alti dei biglietti, con minacce di disertare lo stadio se non fossero stati ribassati. Ma in genere gli stadi della Serie C non sono sempre pieni, specie quando le telecamere inquadrano uno stadio, sembra talvolta di assistere a una partita di allenamento, tanti sono i posti vuoti sulle gradinate. Le telecamere c’entrano in un caso e nell’altro: è dai contratti con la TV che la Serie C riceve la maggior parte dei suoi incassi, che le permettono talvolta di abbassare un po’ i prezzi dei biglietti. A Vicenza mediamente, comunque, rimangono alti e in certi casi altissimi, specie quando si gioca, come nel caso di domenica prossima, una partita casalinga con il Gubbio, che non è certamente una squadra che può ammazzare il campionato.

Vogliamo snocciolare un po’ di numeri? Ebbene, per assistere la partita contro la squadra umbra, un biglietto intero di Tribuna Centrale costa 45 euro (40 il ridotto), il settore distinti costa 30 euro (20 ridotto), la Curva Azzurra 25 euro (20 i ridotti), e la storica Curva Sud 14 euro. Insomma analizzando i costi in ogni singolo settore, è evidente che ci troviamo di fronte a prezzi di categoria superiore. Una tifoseria che anche quest’anno, nonostante la delusione della retrocessione, ha regalato una risposta tangibile in termini di attaccamento ai colori, sottoscrivendo 4500 abbonamenti, onestamente meriterebbe altro trattamento. Insomma dopo il rincaro prezzi imposto non si capisce da chi, se dalla Lega e dalla società berica, a Vicenza già si mormora e siamo soltanto alla prima partita di campionato. E certamente non ci sarà, come è prevedibile, un pubblico particolarmente numeroso. La speranza è che il numero degli spettatori salga e che la passione vinca sulla razionalità, con buona pace del portafoglio di chi, ovviamente, se lo può permettere.

Dall’altra parte, a 60 km di distanza, invece, una neopromossa, l’AC Mestre, ha proposto, unica società professionistica in Italia di riservare una buona parte del settore della tribuna centrale (tutta la tribuna centrale scoperta) all’iniziativa “IL PREZZO LO FAI TU”. Nello specifico, i sostenitori degli Orange (Tribuna Centrale Coperta esclusa) potranno decidere volontariamente la cifra da aggiungere alla quota fissa minima di soli 20 euro a copertura delle spese vive e delle tasse, che in pratica corrispondono a poco più di un euro a partita. Un’iniziativa scaturita da un accordo con la tifoseria, per venire incontro ai disagi causati dall’impossibilità di utilizzo dello stadio Francesco Baracca di Mestre e al conseguente esilio a Portogruaro.

Nonché un’apertura verso tutta la cittadinanza e coloro che volessero avvicinarsi per la prima volta alla squadra guidata da Mauro Zironelli, compresi gli sportivi del Veneto Orientale e della città di Portogruaro. Al contributo fisso, si potrà aggiungere – volontariamente – una quota a piacere stabilità con libertà di coscienza dallo stesso tifoso, che in questo modo darà di fatto un suo valore personale alla fiducia che ripone verso la sua Società. La differenza – qualsiasi essa sia – sarà versata a favore dell’Accademy A.C.Mestre, a dimostrazione di quanto il club di Casa Mestre sia intenzionato a rafforzare sempre di più la propria “cantera” e dell’interesse riversato sui giovani del proprio vivaio. Certo, essere l’unica squadra tra i Pro senza stadio non aiuta (vedi la recente e clamorosa eliminazione dalla coppa) e non aiuta o invoglia nemmeno il tifoso a sottoscrivere l’abbonamento o a raggiungere le quote di una squadra come il Vicenza che ha dalla sua uno stadio cittadino, già omologato alla serie A e uno zoccolo duro di tifosi formatosi in decenni.

Ma (ed è il caso di dirlo) questa volta la “formichina” arancionera (l’AC Mestre) ha messo in forte imbarazzo l'”elefante”. Con l’augurio che anche loro vedano salire gli abbonamenti a pari cifre nei tempi più brevi.

Gian Nicola Pittalis e Gian Carlo Noviello