Work-Life balance: un problema di organizzazione?

Casa, lavoro, casa, lavoro.
Sembra un equilibrio costante come il tic-tac dell’orologio, ma per molti lo squilibrio fra tempo dedicato al lavoro e alla vita privata e’ sconcertante.
Come la legge del mercato impone, per ottenere (e mantenere) qualcosa di prezioso bisogna “sacrificarsi”, e quando si parla di lavoro a salire sull’altare e’ spesso il tempo del dipendente.
La conseguenza e’ necessariamente un netto impoverimento della qualita’ della vita personale, che spesso sfocia in perdita dei collegamenti meno vicini ma puo’ danneggiare anche il rapporto con quelli piu’ stretti.
A rincarare la dose interviene l’inevitabile esaurimento delle energie frutto del burn out, alla perenne ricerca di “workaholic” da spolpare.
E se molti (beati loro) hanno in un modo o nell’altro ottenuto un orario di lavoro ridotto, gli altri si struggono davanti all’ennesima minacciosa riunione imprevista alle 6 di sera.
Cosa fare per loro? Un tentativo di riorganizzazione puo’ aiutare.
1) delegare: la mole di attivita’ che spesso piovono letteralmente addosso e’ enorme, insostenibile per un lavoratore e spesso, accanto a lui, c’e’ chi e’ ormai stanco di girarsi i pollici.
2) scadenze: e’ necessario fissare inizio e fine per la maggior parte dei compiti, di modo da evitare le lunghe code di arretrati da dover poi prendere di petto a sera.
3) priorita’: vale lo stesso ragionamento del punto 2, ma l’energia che puo’ assorbire una priorita’ non gestita e’ enorme.
4) agenda: fissare appuntamenti con i propri amici o per le proprie attivita’ personali preferite puo’ sembrare da esauriti DOC? Puo’ essere ma e’ al pari efficace e, per difendere la propria felicita’, niente e’ eccessivo!

Marco Garbin